Archivio per ‘Acqua’

aprile 23, 2011

Governo senza vergogna tenta di cancellare i referendum

Giù le mani dai referendum sull’acqua

Mentre tentano lo scippo del referendum sul nucleare – scippo tutto da verificare, visto che devono ancora pronunciarsi un ramo del Parlamento e la Corte di Cassazione – , il Governo e i poteri forti di questo Paese vogliono provare a fare lo stesso con i due referendum sull’acqua.

Alle tuonanti dichiarazioni di ieri del Presidente di Federutility, Roberto Bazzano, che ha chiesto espressamente un intervento legislativo per fermare i referendum sull’acqua, risponde oggi il ministro Romani con l’apertura ad un approfondimento legislativo ad hoc.

A Governo, Federutility e Confindustria diciamo chiaramente : “Non ci provate, giù le mani dai referendum!”.

I referendum sull’acqua hanno ottenuto le firme di un milione e quattrocentomila cittadini. Una straordinaria mobilitazione che chiede l’uscita dell’acqua dal mercato e dei profitti dall’acqua. Che vuole la tutela condivisa di un bene comune essenziale e di un diritto universale. Che rivendica il proprio diritto a decidere in prima persona.

Un grande movimento che non permetterà alcuno scippo dell’acqua e della democrazia. Perché solo la partecipazione è libertà.

Roma, 21 aprile 2011

Fonte: www.acquabenecomune.org

novembre 30, 2010

Si preannuncia una giornata nera

Alla camera dei Deputati in approvazione il DDL Gelmini sull’Università e al Consiglio Regionale della Lombardia legge regionale per la privatizzazione (di fatto) dell’acqua.

Se tutto andrà come deve andare sarà davvero una giornata nera.

ottobre 9, 2010

Assemblea dei soci del Comitato Acqua Benaco

GIOVEDI 14 OTTOBRE 2010 – ORE 20:45 è convocata presso il palazzo ex-monte di pieta’ di San Felice d/B l’assemblea dei soci con il seguente ordine del giorno:

  1. aggiornamento sulle iniziative prese dal comitato e sull’attività svolta;
  2. comunicazioni circa la prima udienza processo per epidemia colposa e azioni legali (Avv.Busi);
  3. informazioni tecniche sulla situazione del civico acquedotto (Ing. Niedrejhaufner);
  4. rinnovo del Direttivo dell’associazione;
  5. varie ed eventuali.

TUTTI I SOCI SONO INVITATI A PARTECIPARE

L’ASSEMBLEA E’ APERTA ANCHE A TUTTI GLI INTERESSATI !!!

maggio 20, 2010

Firmare per il referendum

A partire da questo weekend anche nella zona del Garda e della Valtenesi si raccoglieranno le firme per sostenere i referendum sul tema dell’acqua. Per saperne di più sui quesiti referendari puoi visitare il sito del Comitato Promotore o scaricare i seguenti documenti: volantino (1511 kB) e spiegazione (7891 kB).

Nei prossimi giorni anche a San Felice ci saranno i banchetti per la raccolta delle firme! La prima battaglia è quella per avere il referendum, la seconda, ben più importante e difficile, è quella per raggiungere il quorum e rendere valido il referendum stesso.

Trova le iniziative segnalate dal Comitato Promotore cliccando qui!

aprile 19, 2010

Nuovo impianto di potabilizzazione

In questi giorni si è creato molto allarme per alcuni malori, simili a quelli dell’epidemia di  giugno 2009, registrati a San Felice. Stando alle comunicazioni ufficiali, lette per ora solo sui giornali e sui siti internet dei blogger e delle associazioni, pare che questa volta non ci sia nessun nesso fra acqua e malori.

Mi ha fatto molto sorridere la frase riportata dalla stampa locale relativa alle dichiarazioni del Presidente di GardaUno:

Nel caso specifico  le cause non sono a noi riconducibili. Le analisi sono buone e promuovono sia l’acqua sia l’azienda

dichiarazione che a mio avviso ammette implicitamente la responsabilità negli eventi del 2009 (prima parte della frase) e porta a testimonianza ASL che oggi scagiona GradaUno al contrario di quanto avvenuto nel 2009.

Oggi sembra che a San Felice ci sia un nuovo impianto di potabilizzazione per l’acqua e finalmente quanto esce dai nostri rubinetti è l’acqua che è stata trattata come la normativa italiana e regionale prevedono. Questo tranquillizza il Presidente di GardaUno e spero anche i cittadini di San Felice del Benaco.

Mi soffermo volutamente sul rispetto delle regole. Senza rispettare le regole imposte dalla normativa, che a differenza di quanto pensano alcuni non sono orpelli per limitare la libertà personale, ma al contrario sono strumenti per garantire la convivenza civile, si cade nell’anarchia che porta a conseguenze impensabili. Se non si rispettano le regole che dicono come si deve potabilizzare l’acqua si intossicano 300o persone di un piccolo comune.

Avevo fotografato questo autunno l’area limitrofa all’attuale impianto di potabilizzazione dell’acqua minacciata da un ampliamento spropositato e questa era la situazione con evidenziato in giallo la localizzazione del futuro impianto e in rosso l’attuale.

Oggi le cose appaiono così: sono comparsi i tre contenitori (dei filtri che mancavano???).

Non ho verificato se quanto realizzato da GardaUno sia stato autorizzato da Ufficio Tecnico Comunale, Commissione Edilizia, Commissione Paesaggio, Sovraintendenza. L’assenza di un cartello di cantiere mi fa ipotizzare che ciò non sia avvenuto e che quindi ci troviamo in una situazione piuttosto “precaria” dal punto di vista urbanistico ed edilizio. Qualcuno (spero) verificherà.

Cito solo l’articolo di riferimento del vigente PRG (art. 47 zona ST2, comma 4) che dovrebbe (anche qui il condizionale è d’obbligo) regolare l’uso del suolo in questo caso:

Distanza dai confini: pari a 5 mt.

Personalmente credo che l’impianto di potabilizzazione fuori norma da sempre (con buona pace degli ex sindaci paladini oggi dell’acqua) andasse sistemato, ma credo anche che questo dovesse essere fatto non solo tempestivamente, ma anche rispettando le regole (cosa che a me non pare) e chiedendosi se quella fosse la localizzazione migliore.

febbraio 17, 2010

Acqua privatizzata? No, politicizzata

«Solo il 7% delle gestioni sono davvero in mano privata».

Il 20 marzo in piazza il popolo degli «scontenti» Un libro del giornalista Giuseppe Marino Acqua privatizzata? No, politicizzata «Solo il 7% delle gestioni sono davvero in mano privata». Il 20 marzo in piazza il popolo degli «scontenti» La privatizzazione dell’acqua non è andata giù a parecchi italiani. Tanto che il popolo degli scontenti si è dato appuntamento il 20 marzo a Roma per una manifestazione nazionale che vuole chiedere a gran voce al «palazzo» di fare un passo indietro e riportare le risorse idriche sotto il controllo pubblico.

MOVIMENTI E INIZIATIVE – I movimenti per l’acqua pubblica sono sorti spontaneamente un po’ dappertutto, dalla Lombardia, alla Toscana, al Lazio, alla Sicilia, contestano il forte aumento delle tariffe, lievitate del 47 per cento in dieci anni e invocano gestioni più aperte al dialogo con le comunità locali, accusando le aziende di voler lucrare su un bene essenziale. Ma un libro inchiesta in uscita in questi giorni, inquadra la questione sotto una luce diversa. Secondo l’autore, il giornalista Giuseppe Marino, a mettere le mani sull’acqua è stata una casta legata soprattutto alla politica. «Solo sette gestioni su cento sono davvero affidate ad aziende private – spiega Marino – oltre la metà parte è rimasto, senza gara d’appalto, a società interamente pubbliche. La parte restante è costituita da società miste in cui il socio privato è spesso rappresentato dalle ex municipalizzate, dunque aziende che non sono estranee, ancora oggi, all’influenza della politica».

LA CASTA DELL’ACQUA – La tesi del libro, (La casta dell’acqua, ed. Nuovi Mondi, 12 euro) è che il dibattito sulla scelta tra gestione pubblica e privata dell’acqua perde di vista il vero problema, l’assenza di regole e parametri che obblighino a una gestione sana dell’oro blu, e la mancanza di un controllore dotato di competenze e poteri di intervento per controllare chi ha in mano gli acquedotti e sanzionare disservizi e storture. La riforma varata nel ’94 ha diviso l’Italia in 91 zone grosso modo corrispondenti alle province e affidato questo compito agli «Ato», una sorta di mini-parlamentini formati dai rappresentanti dei comuni della zona. «Altre poltrone per politici locali – spiega Marino – che costano ai cittadini quasi 50 milioni di euro l’anno e si sono dimostrati incapaci di assolvere ai propri compiti. Nei consigli d’amministrazione delle società che avrebbero il compito di controllare ci sono esponenti della stessa maggioranza che nomina (e domina) gli Ato. E infatti, nonostante i disservizi, raramente dagli Ato arrivano serie contestazioni ai gestori».

IL BUCO NERO DELL’ACQUA – Eppure di buchi neri la gestione ne ha tanti: le bollette sono aumentate ma solo la metà degli investimenti sulla rete idrica sono stati realizzati. Dopo 15 anni dalla riforma che mirava a ridurre le perdite, queste sono ancora calcolate tra il 30 e il 40% (a seconda delle stime) considerando la dispersione dai tubi e l’acqua erogata ma non conteggiata per problemi amministrativi. Inoltre, molte aziende hanno accumulato indebitamenti di decine di milioni di euro. E questo vale sia per società pubbliche, come Gaia, che gestisce l’acqua nella zona di Massa Carrara, sia per quelle miste, come Acqualatina, gestore del Basso Lazio. In più si moltiplicano i tentativi di inserire nelle tariffe costi impropri, dallo scarico delle acque piovane a contributi per le comunità montane. E i “controllori” politici? «Avallano tutto o quasi -accusa Marino- come a Frosinone dove sono stati approvati aumenti retroattivi bocciati poi dal Coviri, la commissione di controllo che pure ha scarsi poteri. E così anche l’acqua è diventata di destra o di sinistra, a seconda della maggioranza che controlla l’Ato e ha piazzato i propri rappresentanti e consiglieri d’amministrazione in decine di poltrone. A volte costose come quelle dell’Arra, la siciliana Agenzia regionale rifiuti e acque alla cui guida è stato nominato il burocrate più pagato d’Italia, che percepisce intorno ai 550mila euro l’anno».

Paolo Ligammari (Corriere dalla Sera)
16 febbraio 2010

gennaio 23, 2010

Due assemble sul tema dell’acqua

La settimana prossima si svolgeranno due assemblee pubbliche sul tema dell’acqua a San Felice.

La prima, promossa dall’Amministrazione Comunale, si svolgerà mercoledì 27 gennaio 2010 alle 20:30 presso la Sala Congressi del Santuario della Madonna del Carmine e sarà sul tema dell’Acquedotto Comunale.

La seconda si svolgerà venerdì 29 gennaio alle 21:00 presso la Sala Consiliare del palazzo ex-monte di Pietà, promossa dal Comitato Acqua Benaco, sul tema dell’acqua più in generale, dell’acquedotto comunale e delle implicazioni sanitarie dell’inquinamento di giugno 2009.  

novembre 20, 2009

Risposta all’interrogazione sul caso acqua al Consiglio Provinciale

Brescia, 22 settembre 2009

Ai Consiglieri Provinciali:

- Laura Parenza

- Diego Peli - Maurizio Billante - Roberto Cammarata - Fabio Ferraglio - Francesco Maltempi - Antonella Montini - Pier Luigi Mottinelli

 OGGETTO: Risposta all’interrogazione n° 33/2009/I del 30 luglio 2009,   riguardante l’acqua come fonte di vita e bene primario.

Con riferimento all’interrogazione in oggetto, nel precisare in via preliminare che l’Ente Provincia non è attributario di funzioni dirette in materia di acque potabili, si trasmette la nota del Direttore dell’AATO – Consorzio Autorità d’Ambito della provincia di Brescia, con la quale si forniscono le informazioni richieste, con riserva di fornire ulteriori notizie a seguito dello sviluppo delle attività messe in campo dagli organi competenti.

Cordialità.

Dott. Stefano Dotti

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Brescia, 22 settembre 2009

 Spett.le

PROVINCIA DI BRESCIA – Area Ambiente

Via Milano 13 – 25126 BRESCIA

Oggetto: Interrogazione n. 33/2009/I relativa alle problematiche del servizio acquedotto nei Comuni di San Felice del Benaco e Marone.

Con riferimento all’oggetto la scrivente Autorità informa che nell’ambito delle funzioni di competenza, come noto relative alla regolamentazione della gestione del servizio idrico e alla programmazione degli interventi infrastrutturali del SII, gli episodi di contaminazione in argomento sono stati oggetto fin dalla prima ora di particolare attenzione seguendone l’evoluzione, fino alla completa risoluzione, attraverso ripetuti contatti con l’Autorità Sanitaria Locale di Brescia e di Salò e il gestore del servizio idrico integrato, la società Garda Uno spa.

Pare opportuno evidenziare in premessa che il servizio idropotabile  è costantemente monitorato sia da parte delle società di gestione sulla base delle disposizioni della normativa vigente, sia dall’ASL territorialmente competente, producendo fino ad oggi raramente divieti all’uso da parte della popolazione.

Relativamente al caso dell’acquedotto di Marone la presenza di alcuni batteri riscontrata dall’ASL (tra i quali clostridium perfringens), è fortunatamente risultata tale da non produrre particolari  patologie o preoccupazione per la salute pubblica, producendo nel breve la revoca dell’ordinanza sindacale di divieto all’uso potabile.

L’eccezionalità del caso riscontrato nel Comune di S. Felice del Benaco, che senza dubbio ha prodotto un impatto socio-economico rilevante anche per la sua risonanza mediatica, merita invece nel seguito una sintesi delle attività condotte nella fase di emergenza e nel periodo successivo alla revoca dell’ordinanza sindacale.

Con il manifestarsi dell’epidemia gastroenterica, identificata per la prima volta il 07 giugno u.s.  limitatamente ad una struttura alberghiera, e la successiva individuazione del pubblico acquedotto come veicolo di trasmissione dell’epidemia da parte dell’ASL,  cui è seguita l’emissione di ordinanza sindacale di divieto all’uso dell’acqua a scopo alimentare, sono state messe immediatamente in atto dal gestore Garda Uno S.p.A. le attività necessarie per la gestione dell’emergenza e il ripristino della funzionalità del servizio acquedotto, sempre di concerto con l’Autorità Sanitaria, tra le quali:

-  disinfezione e bonifica a mezzo di acido peracetico e biossido di cloro delle varie componenti della rete acquedottistica (impianto di trattamento, serbaotio, rete di distribuzione);

 -  ispezione televisiva della presa a lago;

 -  rigenerazione/sostituzione dei filtri dell’impianto di trattamento;

 - distribuzione alla popolazione, alle attività turistiche e di ristorazione di acqua potabile a mezzo di bottiglie, boccioni ed autobotti;

Per tutta la durata dell’emergenza, la cittadinanza è stata costantemente informata, oltre che dai comunicati a mezzo stampa dell’ASL e del Comune, da appositi volantini informativi e cartelli esposti sull’intero territorio comunale.

Con il completamento delle operazioni di bonifica e la verifica analitica sui campioni prelevati lungo la rete di distribuzione, in data 01/07/2009 il Sindaco di S. Felice ha provveduto alla revoca dell’ordinanza di divieto all’uso dell’acqua del pubblico acquedotto.

In attesa delle comunicazioni ufficiali sull’accaduto da parte dell’ASL, già richieste in più occasioni, in data 7 agosto l’AATO ha inviato una nota alla Direzione Generale e al Dipartimento di Prevenzione Medico dell’ASL di Brescia sollecitando l’invio di una relazione conclusiva sulle attività condotte durante l’emergenza idrica e sulle cause all’origine dell’episodio verificatosi nel Comune.

Parallelamente nella stessa data venivano richieste a Garda Uno S.p.A. informazioni e dati finalizzati a verificare le modalità di gestione e di controllo delle infrastrutture connesse con la distribuzione dell’acqua potabile con approvvigionamento da lago, estendendo quindi la richiesta anche agli acquedotti dei Comuni di Moniga, Manerba, Desenzano e Sirmione.

 Nello specifico venivano richieste:

 1)     la modalità e la frequenza dei controlli presso le opere di derivazione, gli impianti di potabilizzazione e i serbatoi;

2)     l’elenco delle operazioni di routine svolte presso le componenti degli impianti di acquedotto sopra citate, specificando il numero di tecnici impegnati per tali controlli, nonché le qualifiche degli stessi;

3)     la frequenza delle analisi sui campioni di acqua grezza in ingresso agli impianti di trattamento e dell’acqua immessa in rete;

4)     il funzionamento del telecontrollo, dettagliando i parametri monitorati e le modalità di avviso per segnalare i malfunzionamenti, nonché i tempi previsti per risolvere le emergenze;

5)     le modalità di manutenzione e controllo di tutte le prese a lago gestite;

6)     eventuali servizi di controllo svolti da terzi.

In data 11 agosto perveniva la nota di riscontro da parte di ASL contenente le disposizioni impiantistiche impartite al gestore a seguito delle risultanze delle verifiche ispettive condotte.

Si tratta di prescrizioni di carattere igienico sanitario e di adeguamento strutturale delle opere di derivazione e dell’impianto di potabilizzazione che di seguito si dettagliano: 

1)            sostituzione delle masse filtranti presso l’impianto di potabilizzazione di via Zublino;

2)            integrazione del processo di filtrazione con carbone attivo granulare;

3)            sostituzione della succhieruola della presa lago con materiale in acciaio inox;

4)            impermeabilizzazione della camera avampozzi in loc. Porticcioli, con svuotamento dell’acqua d’infiltrazione;

5)            installazione di cloratore a biossido di cloro per implementare il processo di potabilizzazione.

Nella suddetta nota non sono invece rappresentate le possibili cause all’origine della contaminazione dell’acquedotto comunale, come è noto attribuita alla presenza di elementi patogeni di origine batterica e virale, pur se si rilevano dalle prescrizioni impartite deficienze in particolare nel sistema di potabilizzazione.

Quanto detto trova ulteriore riscontro in una ulteriore nota ASL indirizzata all’Avv. Sergio Quaranta, rappresentante del “Comitato Acqua Benaco” ed inviata per conoscenza alla Scrivente, nella quale si evidenziano le  criticità rilevate in corrispondenza dei filtri dell’impianto di potabilizzazione dove la misurazione della concentrazione del cloro all’uscita dei filtri registrava un anomalo decremento attribuibile al mal funzionamento del sistema di  disinfezione.

In ogni caso va precisato che l’accertamento di eventuali responsabilità per quanto accaduto sono state rimesse alla Magistratura di Brescia al termine delle indagini che risultano ancora in corso.

Garda Uno S.p.A. ha inviato nei giorni scorsi una relazione contenente le informazioni richieste sulle modalità di controllo (in campo e con telecontrollo) dei sistemi acquedottistici gardesani approvvigionati da prese a lago.

Si evidenzia che allo stato attuale sono mantenute in corrispondenza dell’acquedotto di S. Felice frequenze di controllo e di analisi superiori a quelle di routine previste dalla normativa in materia. Si è già provveduto anche ad implementare il sistema di telecontrollo per tenere costantemente registrato e monitorato da remoto il processo di disinfezione che è stato a sua volta integrato da punto di vista impiantistico con l’installazione di un’ ulteriore fase di clorazione con biossido di cloro.

L’AATO ha infine richiesto al gestore le proposte progettuali, accompagnate dal relativo quadro economico, per l’adeguamento del sistema di potabilizzazione in linea con le prescrizioni ASL al fine di inserire tali interventi tra gli investimenti di prioritaria realizzazione.

Al contempo sono in corso di valutazione possibili soluzioni alternative del sistema di approvvigionamento potabile del Comune di S. Felice che potrebbero trovare realizzazione nell’ambito di un progetto di interconnessione dei sistemi distributivi dei Comuni della Valtenesi presentato nei mesi scorsi da Garda Uno.

Si osserva da ultimo che l’area del Garda sia per la importante valenza ambientale sia per la forte vocazione turistica è stata al centro della programmazione infrastrutturale dell’AATO ed oggetto di specifici finanziamenti. Tra questi è necessario ricordare gli interventi di adeguamento e di potenziamento del depuratore di Peschiera del Garda e del connesso sistema di collettamento, la realizzazione del depuratore a servizio dei Comuni di Limone e Tremosine, nonché gli interventi finalizzati alla progressiva eliminazione degli scarichi delle reti fognarie comunali.

Cordiali saluti.

Il Direttore dell’Autorità d’Ambito

(Dott. Marco Zemello)

novembre 20, 2009

Interrogazione sul caso acqua al Consiglio Provinciale

Brescia, 30 luglio 2009

Ill.mo signor Presidente  della Provincia di Brescia

On. Daniele MOLGORA

SS.SS.

INTERROGAZIONE urgente

SULL’ACQUA FONTE DI VITA E  BENE PRIMARIO

I sottoscritti Consiglieri provinciali, premesso che

- Nei  comuni di S. Felice del Benaco e di Vello di Marone si è nelle scorse settimane sviluppata una epidemia legata a problemi dell’acqua erogata da acquedotti pubblici;

- La stampa ha dato ampio risalto alla notizia soprattutto per il Comune di San Felice del Benaco; l’ASL competente  ha stimato in 2000 casi le  persone interessate all’epidemia inducendo il Sindaco della cittadina gardesana a decretare alla metà di giugno il divieto di utilizzo ad uso alimentare dell’acqua erogata allo scopo di evitare il diffondersi di  patologie gastrointestinali: conseguenza  la contaminazione dell’acqua erogata dall’acquedotto pubblico.

- La cittadinanza giustamente preoccupata  per la propria  salute ha dato vita ad una raccolta di firme volta a chiedere una corretta informazione su quanto accaduto e quali gli  interventi migliorativi sulla  rete idrica tesi a garantire la tutela della salute dei cittadini residenti e soggiornanti.

- I consiglieri del Gruppo provinciale  PD ritenendo l’acqua fonte di vita e bene primario,  preoccupati della situazione che si è creata nei Comuni di San Felice del Benaco  e di Vello di Marone, 

Interrogano la  SV per sapere

a)   quali le verifiche  effettuate dai diversi organismi preposti al controllo dell’acqua erogata e quali gli interventi,  le misure di prevenzione atte  a  garantire la tutela della salute alla popolazione bresciana, con particolare riferimento ai citati Comuni;

 b)   quali gli interventi che vengono adottati in particolar modo nelle località turistiche a tutela dell’immagine della Provincia di Brescia;

 c)   quale ruolo svolge la Provincia di Brescia con particolare riferimento all’autorità d’Ambito (A.A.T.O – garante dell’acqua) in ordine ai controlli ed alla prevenzione nell’importante campo idrico e più in generale della risorsa acqua,

chiedono alla S.V.

 d)    se sono state individuate le responsabilità di quanto accaduto nei Comuni di San Felice s/Benaco e di Marone (Vello);

e)   che la cittadinanza venga costantemente e correttamente informata.

I CONSIGLIERI PROVINCIALI

Laura Parenza

 Diego Peli – Maurizio Billante – Roberto Cammarata – Fabio Ferraglio – Francesco Maltempi – Antonella Montini  -   Pier Luigi Mottinelli

novembre 17, 2009

Privatizzazione dell’acqua: il governo pone la fiducia

Il governo ha posto alla Camera la questione di fiducia sul “decreto Ronchi”, già approvato dal Senato e il cui cuore è la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, compresa l’acqua. Lo ha annunciato nell’Aula di Montecitorio il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito. Una decisione che ha provocato la dura reazione dell’opposizione. «Si sarebbe arrivati subito ad un voto unanime su questo provvedimento se il governo avesse stralciato dal decreto l’articolo sui servizi pubblici locali che non ha il coraggio di discutere nè di spiegare alla gente», è stato il commento di Marina Sereni del Pd. «Questa fiducia – spiega Sereni – non è certo motivata dall’ostruzionismo dell’opposizione da dalla mancanza di fiducia del governo rispetto ai propri deputati». Tra le norme più contestate la liberalizzazione dei servizi pubblici locali (prevista dall’articolo 15), che comprende la gestione dell’acqua. Anche se nel testo si precisa che la proprietà pubblica del bene acqua dovrà essere garantita. L’articolo in questione prevede che la gestione dei servizi pubblici locali sarà conferita “in via ordinaria” attarverso gare pubbliche e la gestione in house sarà consentita soltanto in deroga e «per situazioni eccezionali». Questa formulazione, secondo le opposizioni apre la strada alle privatizzazioni. Non rientrano nella riforma la disciplina della distribuzione del gas naturale e dell’energia elettrica, il trasporto ferroviario regionale e le farmacie comunali. La stessa Lega non nasconde la sua insoddisfazione per le norme sull’acqua previste dal provvedimento. A segnalarlo é il vicepresidente dei deputati del Carroccio, Marco Reguzzoni, secondo il quale «il testo che é arrivato dal Senato é migliorativo rispetto a quello originario, però la Lega sull’articolo 15 avrebbe voluto migliorare il testo per farlo corrispondere con la sua posizione storica a favore dell’acqua pubblica». Ora il Carroccio preannuncia la presentazione di un ordine del giorno al decreto, e non esclude la presentazione di modifiche già in Finanziaria.

Da il Sole 24 Ore

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