Archive for ‘generale’

marzo 10, 2009

Il video di Marco Boschini a "Parla con me"

marzo 9, 2009

Populorum Progressio

Oggi ho dedicato parte della mia pausa mensa alla ricerca di “spunti” sul tema del ruolo dei laici credenti nella società contemporanea.
Mi sono imbattuto in questo passo della “POPULORUM PROGRESSIO – LO SVILUPPO DEI POPOLI”, enciclica di Paolo VI datata 26 marzo 1967.
Sono passati quasi 42 anni eppure è attualissima e sembra scritta oggi. Anzi mi pare estremamente moderna, avanti rispetto al marzo 2009 che vedo piuttosto buio.

“Noi scongiuriamo per primi tutti i Nostri figli. Nei paesi in via di sviluppo non meno che altrove, i laici devono assumere come loro compito specifico il rinnovamento dell’ordine temporale. Se l’ufficio della gerarchia è quello di insegnare e interpretare in modo autentico i principi morali da seguire in questo campo, spetta a loro, attraverso la loro libera iniziativa e senza attendere passivamente consegne o direttive, penetrare di spirito cristiano la mentalità della loro comunità di vita. Sono necessari dei cambiamenti, indispensabili delle riforme profonde: essi devono impegnarsi risolutamente a infondere loro il soffio dello spirito evangelico. Ai Nostri figli cattolici appartenenti ai paesi più favoriti Noi domandiamo l’apporto della loro competenza e della loro attiva partecipazione alle organizzazioni ufficiali o private, civili o religiose, che si dedicano a vincere le difficoltà delle nazioni in via di sviluppo. Essi avranno senza alcun dubbio a cuore di essere in prima linea tra coloro che lavorano a tradurre nei fatti una morale internazionale di giustizia e di equità.”
marzo 5, 2009

Marco Boschini a Parla con Me

Ieri sera ho avuto modo di vedere (e sentire soprattutto!) Marco Boschini ospite di Serena Dandini a “Parla con me” su Rai 3.
Ha parlato di “Comuni virtuosi”, quei comuni che scelgono di amministrare in modo virtuoso il proprio territorio e la propria comunità.
Quei comuni che lo fanno davvero.


(Marco Boschini ospite a “Geo&Geo”)
febbraio 25, 2009

400 milioni per far fallire il referendum

Abbiamo in questo momento tre obblighi elettorali: elezioni europee, amministrative, referendum sulla legge elettorale. Il buon senso suggerisce di accorparle in un’unica scadenza. Ma il Governo ha deciso di abbinare in un’unica data soltanto le prime due consultazioni. E appare intenzionato a far tenere in data separata il voto referendario. Votare un altro giorno comporta un costo per la collettività di circa 400 milioni di euro. In tempi difficili come questi sarebbe bene utilizzare tali risorse per altri scopi.
lavoce.info ha provato a calcolare quanto ci costa la scelta di non accorpare il referendum sulla legge elettorale all’election day (europee + amministrative).
Ascoltando caterpillar di oggi pomeriggio ne sono venuto a conoscenza e ora non posso tacere.
febbraio 20, 2009

Anna Politkovskaja – nessun colpevole

Ieri la sentenza di assoluzione per i quattro imputati. Oggi la notizia della riapertura del fascicolo.
Eppure tutti sanno come stanno le cose, o no?
Nel mio blog ne ho parlato qui
febbraio 19, 2009

Stesso tono, stesso linguaggio

Ieri mattina, arrivando in Facoltà ho trovato tappezzato l’ingresso con questi cartelloni.
Non mi ha colpito ne il fatto che sui muri di un’Università compaiano a giorni alterni slogan e manifesti degli studenti di destra e di sinistra, ne il fatto che un gruppo politico porti avanti le proprie istanze.
Mi ha colpito il tono del cartellone: “ABBASSO I BARONI” perché è il medesimo tono di quanto ho letto due giorni prima, altrove.

Elettori del PD di San Felice riprendetevi il partito. Mandate a casa i baroni che l’hanno occupato. Mandate a casa tutta sta gente che sta usando il vostro partito per occupare sedie di sindaco e assessori senza avere in minimo consenso tra la popolazione. Mandateli a casa prima che sia troppo tardi. Mandateli a casa prima che annientino ogni possibilità di vita

Abbasso i baroni. Mandate a casa i baroni. Stesso tono, stesso linguaggio. Studenti di AN. Cultori della “nuova sinistra”.

febbraio 16, 2009

lavocedisanfelice

LaVoceDiSanFelice (http://www.lavocedisanfelice.com/) ha chiuso i battenti. A dire il vero era già da parecchio tempo che sul sito non comparivano più notizie, ora però il dominio è in vendita.

Ovviamente dal punto di vista politico ero totalmente in dissenso con “la linea editoriale” del sito e credo anche che per la nostra comunità l’unico risultato concreto ottenuto da quel gruppo politico sia stato quello di precludere una via di cambiamento a San Felice. Non penso però che l’editore del sito abbia agito in malafede, anzi, credo che sia stato “una vittima” della situazione di contrapposizione troppo marcata che si è venuta a creare. Credo anche che l’editore (anche se non lo ammetterà mai) sia consapevole del danno creato alla nostra comunità.

Mi spiace sinceramente che a San Felice ora ci sia una voce di informazione (per quanto di parte) in meno.

febbraio 11, 2009

Missione M’illumino di Meno compiuta!

Ieri è arrivato il materiale che avevo ordinato: lampade a Led da installare in cucina. Sono due basette (quelle dei circuiti stampati) su cui sono installati un sacco di led. Un piccolo trasformatore di pochi centimetri di lato.
Con un po’ di nastro bi-adesivo ho incollato le luci sotto la cappa della cucina ed ho collegato il trasformatore al posto del vecchio neon.
Nel giro di 10 minuti il gioco è stato fatto. Il consumo ora è di 2 W, cira un decimo di prima!
Missione m’illumino di meno 2009 compiuta!
febbraio 10, 2009

10 febbraio 2009. Giornata del ricordo

E’ passata solo una quindicina di giorni da quando ci siamo raccolti in una pur breve meditazione sulla tragedia della Shoah, dello sterminio di milioni e milioni di ebrei colpevoli solo di essere tali, cioè appartenenti ad un popolo che l’aberrante ideologia razzista professata dal nazismo con-
dannava ad essere annientato, sterminato, appunto.
Ma il Novecento, quel “secolo breve” – come è stato definito – in cui più vorticoso è stato il progresso delle scienze e della tecnologia, che hanno portato un progresso immenso nel miglioramento delle condizioni di vita di una parte degli uomini che vivono sulla faccia della Terra, ci ha lasciato una pesante eredità di genocidi e di massacri. Cominciando con quello del
popolo armeno, e poi in Cambogia, in Rwanda. Ci ha lasciato in eredità anche la tragedia dei Gulag, in Siberia, frutto di un’altra aberrante ideologia, quella del totalitarismo leninista e stalinista.
Sono eredità che non dobbiamo rimuovere dimenticandocene. Facendo come se fossero vicende mai esistite, o che hanno riguardato altri, in tempi remoti, che non ci riguardano più. Il negazionismo è un crimine morale contro l’umanità, è la premessa per lasciare spazio al ritorno del “sonno della ragione”.
Altri lutti ha portato alla nostra gente il dramma della popolazione italiana in Istria e Dalmazia, territori profondamente legati alla nostra storia ed alla nostra cultura, che sono stati coinvolti nella guerra di Liberazione dal nazifascismo e che hanno pagato un prezzo altissimo. Non
dobbiamo dimenticare quei lutti, dobbiamo rendere onore alle vittime di episodi tristissimi di ferocia e di guerra civile, che hanno insanguinato quelle terre a noi così care, lasciando spazio alle vendette personali o familiari, che nulla hanno a che vedere con gli ideali per cui hanno
combattuto e sono morti, in tanti, nei due anni in cui si è consumata la tragedia della lotta partigiana.
Tutte le guerre sono una tragedia, anche quelle combattute per difendere gli ideali più nobili e sacri, come quello della libertà e dell’indipendenza della Patria. Tutti i morti sono eguali. E meritano uguale rispetto. La storia va letta per quello che è, i fatti vanno ricostruiti per quello che sono stati. Non sono più accettabili omissioni o silenzi su errori o su responsabilità di singoli o di gruppi. Ma il giustificazionismo ed il revisionismo di parte sono altrettanto inaccettabili, eticamente prima ancora che storicamente. Le ideologie non si possono mettere tutte sullo stesso piano. Rispettiamo le coscienze, quando hanno agito in buona fede, ma ribadiamo sempre la nostra fede negli ideali di libertà e di giustizia, di democrazia e di uguaglianza che hanno animato coloro che, combattendo contro il nazifascismo, e dando spesso la loro vita per questi ideali, ci hanno consegnato una Patria libera ed indipendente, che ha potuto trovare nei valori della Costituzione repubblicana un saldo presidio ed un ancoraggio sicuro per la costruzione di un’Italia migliore.
Vincenzo Milanesi
Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Padova
febbraio 9, 2009

Famiglia Cristiana: Italia verso leggi razziali

L’Italia precipita, unico Paese occidentale, verso il baratro di leggi razziali, con medici invitati a fare la spia e denunciare i clandestini, cittadini che si organizzano in associazioni paramilitari, al pari dei ‘Bravi’ di don Rodrigo, registri per i barboni, prigionieri virtuali solo perché poveri estremi, permesso di soggiorno a punti e costosissimo“. E’ quanto scrive Famiglia Cristiana di questa settimana nell’editoriale di dedicato agli ultimi provvedimenti del governo sulla sicurezza.
Di fronte a tutto ciò, continua l’editoriale di Famiglia Cristiana “il circo politico ha dato prova, nei giorni scorsi, di manifesta incoerenza morale” perché “da una parte si batte, giustamente, per Eluana ma, al tempo stesso, approva agghiaccianti leggi discriminatorie. Dall’altra parte si batte per gli immigrati, ma promuove una cultura di morte“. “La tutela della vita e della dignità di ogni essere umano – sostiene Famiglia Cristina – va assunta nella sua interezza, e vale per la vita nascente, per quella che si spegne o si vuole spegnere, ma anche per gli immigrati, i barboni e tutti i poveracci ai margini della società”.”Il ricatto della Lega di cui sono succubi maggioranza e presidente del Consiglio, mette a rischio lo Stato di diritto” e “così l’Italia, già abbastanza “cattiva” con i più deboli, lo diventerà ancora di più: si é varcato il limite che distingue il rigore della legge dall’accanimento persecutorio”.
Scrive Famiglia Cristiana. Le misure del governo, secondo il settimanale dei Paolini, rappresentano “il soffio ringhioso di una politica miope e xenofoba, che spira nelle osterie padane” e che ” è stato sdoganato nell’aula del Senato della Repubblica“. Eppure, continua l’editoriale, non c’é stata “nessuna indignazione da parte dei cattolici della maggioranza, nessun sussulto di dignità in nome del Vangelo: peccano di omissione e continuano a ingoiare ‘rospi’ padani senza battere ciglio, ignari della dottrina sociale della Chiesa”. Mentre, conclude l’editoriale, “la Lega esulta: finalmente, il “bastone padano”, evocato da Borghezio nel 1999, oggi è strumento d’ordine autorizzato dal Parlamento”.
Fonte: ANSA – 9 feb 2009