Archive for gennaio, 2007

gennaio 27, 2007

Oltre il Bilancio Partecipato

Alcune Amministrazioni locali particolarmente retrograde pensano ancora che sia importante fare un Bilancio Partecipato. Idea vecchia e superata che consiste(va) nel chiedere ai cittadino come sia meglio spendere i soldi della collettività, quali siano le priorità e, magari, come si potrebbe “ragrannellare” qualche soldino in più evitando sprechi ed avendo buone idee.
La nostra amministrazione comunale è oltre! Oltre rispetto a queste idee vetuste e, lasciatemelo dire anche un po’ comuniste.
Martedì (30 gennaio) sarà presentato il nuovo bilancio per l’anno 2007, un colpo di bacchetta magica e … SIGNORE E SIGNORI il bilancio è fatto.
Perchè chiedere il parere della gente quando si hanno in tasca, anzi nel cilindo magico, tutte le soluzioni?
Siamo davvero troppo avanti, COMPLIMENTI!
gennaio 27, 2007

KLIMAHOUSE 2007

Oggi sono stato a Bolzano alla fiera dedicata all’efficienza energetica e all’edilizia sostenibile. Questa è stata la seconda edizione. CasaClima è una cosa complicata da spiegare o forse no, ma si basa su un contetto facilissimo da capire per ciascuno.
Le nostre case consumano troppo energia. Sono come vecchie automobili con motori lenti ma ingordi di benzina. Nessuno di noi andrebbe in autostrada a 130 km/h su un auto scassata, progettata secondo criteri di 40 anni fa, magari consumando 2 litri di benzina per fare 10 chilometri.
Eppure viviamo in case che costano troppo in termine di energia, inquinano l’atmosfera con le loro emissioni di gas (CO2 & C.) che sono pensate con criteri vecchi di decine di anni. E di ciò ben poco ce ne curiamo.
In Alto Adige hanno pensato che forse si può utilizzare un po’ di cervello per progettare e realizzare case più sane e meno ingorde di energia. Hanno pensato che il sole può aiutare a scaldarci molto più e meglio del petrolio.
Insoma hanno pensato che E’ ORA DI CAMBIARE anche nel modo di pensare le nostre case. E quelli che lo fanno ne sono orgogliosi al punto da appendere sulla propria abitazione una targhetta per dire quanto poco consumano (e quindi inquinano!!!) le loro case. Insomma sono orgogliosi di cambiare, di voltare pagina, di pensare in un modo nuovo.
A KLIMAHOUSE 2007 ho visto questo. Ho visto persone provenienti da tutta Italia, ho visto una parte di mondo che vuole davvero CAMBIARE.
Non per fare sempre il primo della classe, ma se vi andate a leggere il documento per il PGT che insieme a molti altri soci de “La Fonte”abbiamo scritto parecchi mesi fa… beh queste cose le abbiamo dette, noi! (http://www.associazionelafonte.com/?pag=14)
gennaio 22, 2007

Su la testa!

Quando sento parlare persone che davvero giocano la loro vita per gli altri, per un’idea di modo migliore, per un’idea di giustiza diversa da quella che i mass media ci propinano tutti i giorni mi sento tirato in ballo anche io. Ho uno scatto di orgoglio e mi dico che anche io devo tornare a rimettermi in gioco.
Quando ho letto l’intervista a Padre Zanotelli in una mail questa mattina ho avuto questa reazione. Spero che anche a chi si dovesse imbattere nelle mie pagine abbia la stessa reazione. E’ davvero ora di rialzare la testa!
Padre Zanotelli «Il pacifismo rialzi la testa»

Intervista «C’è bisogno di un’insurrezione non violenta. Anche a costo di andare in galera»
Cinzia Gubbini (da il manifesto del 19 Gennaio 2007)
Inviata a Nairobi

E’ tornato nella sua terra, Nairobi, nella bidonville di Korogocho dove per anni ha prestato servizio come comboniano. Alex Zanotelli, in questi giorni che precedono l’apertura del social forum mondiale, è già straimpegnato: prima il ritorno, dopo quattro anni e mezzo, tra gli abitanti di Korogocho: «Un’emozione bellissima, i bambini, la gente del posto, tutti che volevano toccarmi, è stata una specie di battesimo». Poi la conferenza su «teologia e liberazione», in corso a sud della città. E da ieri sera il Forum dei «comboniani», che andrà avanti fino al 27 gennaio.

Hai parlato di «insurrezione del pacifismo». Cosa intendi?
Voglio dire che è arrivata l’ora di reagire, i cittadini devono trovare nuove forme di mobilitazione, nuova visibilità. La verità è che, ormai, la politica non ci sta più a sentire, vanno avanti dritti come treni, in barba a tutto ciò che possiamo dire o pensare.

E cosa bisognerebbe fare?
Occorre riflettere tutti insieme. E’ già qualche tempo che lo sto dicendo a Napoli: bisogna riunirsi e immaginare azioni intelligenti, eclatanti e non violente. Qualcosa che fai una volta e poi non ripeti più. E porsi nello spirito di dire: magari vado in galera, va bene, lo accetto. Pur di riuscire a sbloccare questa situazione. Perché davvero non se ne può più. Fra poco uscirà un libro proprio sulla militarizzazione di Napoli. Una cosa incredibile. Non si può mica fare che trasferiscano il supremo comando della Nato da Londra a Napoli così, senza che si muova foglia.

Il supremo comando a Napoli, il raddoppio della base di Vicenza… ma che sta succedendo?
Che l’Italia sta assumendo un’importanza strategica per la politica estera statunitense e della Nato. Sono convinto che se riusciranno a mettere tutte le cose a posto, tra cui anche un rafforzamento della basi nel Mediterraneo, il prossimo obiettivo sarà l’Iran.

Il governo dice che è solo una questione urbanistica…
Prodi si deve vergognare. E con lui tutto il governo: la Finanziaria prevede quattro miliardi per le spese militari, ma come si fa…

E il rifinanziamento della missione in Afghanistan?
Un’altra cosa incredibile. Se non si capisce che è un’altra guerra insulsa e inutile… Poi mi dicono che questa è una politica di centrosinistra…

Deluso, padre Zanotelli?
Deluso, sì. Mi aspettavo qualcosa di diverso. Purtroppo non è questione di centrodestra o di centrosinistra. E’ che siamo nel cuore dell’impero, e il militarismo ne è parte integrante. Se vuoi alzare il prodotto interno lordo, non è che ci sia molto da fare. Bisogna rispettare certe regole per far parte di coloro che si spartiscono la torta. Ecco spiegato il rifinanziamento della missione in Afghanistan.

Domani si apre il World social forum, il primo che si tiene in Africa. Qui la prima emergenza è la povertà, ma ha un ruolo da svolgere anche il pacifismo?
Qui più che altrove, direi. E’ incredibile che in un continente come questo arrivino tante armi, che non fanno altro che riaccendere inutili e dannosi conflitti. Per non parlare poi di quello che è successo in Somalia e del gravissimo intervento americano. Ma anche della politica estera italiana. Pensiamo alla Nigeria e al ruolo dell’Eni. Proprio recentemente hanno negato esplicitamente ciò di cui li accusiamo: aver approfittato del boicottaggio contro la Shell per ottenere un contratto migliore. Ma come si fa a negare, di fronte a un popolo che sta affogando per il livello di sfruttamento cui viene sottoposto, e che usa le armi perché non ha altro mezzo? Spero che anche di questo si parli al Social forum. La mobilitazione della società civile è fondamentale. Come dimostra anche Vicenza. Rivolgo un plauso ai cittadini che si sono ribellati contro il raddoppio della base e che sono stati capaci di reagire in un contesto come quello veneto, che certo non è facile. Ora bisogna solo trovare il modo di farsi sentire di più.

gennaio 21, 2007

Lavori in Corso

Non so se devo mettere questo post nell’elenco delle buone notizie. Per oggi si. Domani mi spiegherò meglio.

Da qualche giorno ci sono alcuni picchetti che delimitano meglio via Benaco in corrispondenza dell’area a verde pubblico verso via dei Pescatori.
Vuol dire che i lavori appaltati in settembre 2006 finalmente a gennaio 2007 iniziano?

Forse si, anzi certamente si. Per la primavera forse i bambini avranno un posto diverso dalla strada per giocare.

E’ davvero una buona notizia, una “goodnews” alla Report, se non fosse per….
gennaio 19, 2007

M’ILLUMINO DI MENO

Il 16 febbraio (anniversario dell’entrata in vigore del protocollo di Kyoto) sarà la giornata nazionale del risparmio energetico. Saremo tutti invitati a risparmiare un po’ di energia e, soprattutto, a pensare di risparmiare energia anche tutti gli altri giorni, non tanto perchè un po’ di euro in tasca fanno sempre comodo, ma anche e soprattutto perchè non possiamo pensare che ci sia solo crescita, si debba sempre consumare di più (per una descrescita felice).

La sfida dei prossimi anni (sfida che è già iniziata) sarà quella di vivere meglio e consumare, produrre e sprecare di meno.

Cambieresti, (San Felice più felice) vuole essere proprio questo: un momento per riflettere su un altro modello di sviluppo, uno sviluppo senza crescita.

Come sarebbe bello un aperitivo in piazza a San Felice dalle 17 alle 19 del 16 febbraio con invitata tutta la cittadinanza e le (belle) luci che illuminano il Monte di Pietà e la piazza spente.
Un aperitivo al lume di candela per fare festa INSIEME e pensare che davvero è ora di cambiare.

Io, anche quest’anno, “m’illuminerò di meno” e tu?

gennaio 13, 2007

Tanti piccoli indiani

In genere non amo riporatre nel mio blog quello che si trova in rete. E’ troppo facile fare un semplice copia-incolla!!!

Quando ho letto queste poche righe sul blog di Marco Boschini non ho resistito. Le riporto qui integralmente perchè si adattano benissimo anche alla realtà di San Felice.

In questi giorni in cui i grandi capi del centro sinistra si riuniscono a Caserta per parlarsi addosso, fare dichiarazioni contraddittorie, insultarsi sottobanco e vedere chi fa la pipì più lontano degli altri… in decine di territori, paesi, quartieri, spazi pubblici, centinaia di persone si ritrovano.

Ma mentre a Caserta l’unica cosa in comune che li tiene uniti è il dogma della crescita infinita, in giro per l’Italia si muovono gruppi di persone strane, mediamente sereni, che si fanno lo yogurt in casa e si scambiano favori in una banca del tempo.

A volte incontri gruppi talmente affiatati e rodati che decidono di “scendere in campo” (come il comitato per una Rivalta sostenibile, dove terrò stasera una conferenza dal titolo: “Un’altra politica è possibile?”) e che si presenteranno per amministrare il paese alle prossime elezioni per il sindaco.

Altre volte sono semplici manovali del buon senso, gente per bene che fa volontariato nel week-end e lavora nella cooperazione, spiriti liberi che acquistano i detersivi alla spina e boicottano la coca cola.

Pazzi furiosi, che hanno il coraggio di metter in discussione il mito del Prodotto Interno Lordo, e che parlano e praticano sprazzi di decrescita felice (ne parlemero sabato e domenica dalle parti di Desenzano, vi terrà aggiornati sul blog nei prossimi giorni).

E’ da questi gruppi, spero, che sta nascendo una nuova coscienza collettiva, un modello di società profondamente diverso, improntato su sobrietà e giustizia. E’ da qui che parte la nostra lenta, ma inarrestabile, rivoluzione del buon senso. Appuntamento a lunedì prossimo!

Marco Boschini

Rileggo e penso ai nostri “politici” locali che non fanno altro da 30 anni. Il loro lavoro è fare il Sindaco, il Presidente (di consiglio comunale o di enti sovra-comunali), l’importante è presiedere, avere una poltrona sotto il sedere, qualcosa insomma.
Si fanno i dispetti fra di loro, si insultano (davvero o per finta????), ma in fondo sono necessari l’uno all’atro. Senza l’uno, l’altro è morto.
Anche quando l’aria tira male c’è sempre qualcun’altro pronto a fargli da stampella. L’importante è sopravvivere!

Ogni tanto c’è qualcuno che prova a dire qualcosa fuori dal coro. I visionari ci sono sempre! Ricordo a quelli che frequentano “La Fonte” delle proposte visionarie per una Banca del Tempo, per fare un esempio.

Ci vuole davvero un’altra politica (non per nulla ho intitolato questo blog laltrasanfelice). Sono certo che anche San Felice è pronta per cambiare, ma cambiare davvero!

gennaio 9, 2007

Acqua

“L’acqua è un bene comune dell’umanità”
Questo concetto così elementare, banale e inconfutabile è messo sempre più in discussione, silenziosamente, dalle “leggi del mercato”.

Nel silenzio generale anche da noi, a San Felice e in Provincia di Brescia, le cose stanno cambiando (vd. AATO). Silenziosamente, lentamente, ma credo che si stia andando nella direzione sbagliata. Io ci capisco poco, provo a leggere ma la materia è davvero intricata. Quello che sta succedendo è che i vecchi acquedotti dei singoli comuni sono sempre più messi in discussione in nome di una più seria gestione “ottimale”. Ma ottimale per chi?