Archive for giugno, 2008

giugno 27, 2008

ma cos’è davvero il (nostro) PD?

In questi giorni ci sono dibattiti intorno al PD. A Roma con le “nuove” associazioni di D’Alema e Letta. A Brescia con il nuovo gruppo dirigente (giovani di belle speranze nel direttivo provinciale, mah….). A San Felice con amministrazione si e amministrazione no (tema sollevato da chi ufficialmente non è nel PD, ma che conosce molto bene le dinamiche del PD, dall’interno).
Io non ho molte idee, ne ho una sola, ma non la ripeto perchè l’ho detta fino allo sfinimento. Troppe volte!
Ho visto questo “video profetico” su youtube…. Guzzanti è sempre troppo avanti… la satira non è semplicemente comicità ….. è qualcosa di più e ci può insegnare molto.
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giugno 25, 2008

Io si può

Ci sono diversi sport nazionali in Italia. Fare il CT della nazionale al posto di Donadoni-Lippi-Sacchi & C. è uno di quelli più gettonati. In mancanza di partite degli azzurri restano due passioni: quella dei non praticanti di criticare le gerarchie della Chiesa e quella impicciarsi da fuori degli affari degli altri. Già De Andrè cantava così molto tempo fa:

Si sa che la gente da buoni consigli se non può più dare cattvo esempio.

Leggo dunque dal notiziario comunale (l’unico che l’Assessore alla cominicazione si degna di redigere)

Dal blog di Leonardo leggo:

Questo dibattito Veltroni-sì Veltroni-no è
paradossale. Veltroni ha già smesso di essere il leader del centrosinistra: e vi
piaccia o no in questo momento la carica è esercitata da Antonio Di Pietro. Una
ragione in più per sbrigarsi a eleggere un nuovo segretario del PD al posto di
quello che già non c’è.

Credo che il PD avrà qualche difficoltà a mettere in piedi un congresso. Anche perchè se lo facessero oggi darebbe origine ad una scissione che,. a mio avviso, ci sarà comunque visto l’incompatibilità tra le due anime “fondatrici”.
Il PD è un ectoplasma. Da una parte la vecchia guardia che controlla i punti strategici del partito, dall’altra la base che vorrebbe il cambiamento che non avrà. Non c’è più nessun collegamento tra i Veltroni-D’Alema-etc e la base. In realtà non c’è mai stato. La campagna elettorale di plastica organizzata da Veltroni non aveva lo scopo di ascoltare la base ma solo quella di salvarsi il culo.
Il PD è un ectoplasma anche sulle decisioni. Basti vedere cosa accade nel nostro comune. Il PD è contemporaneamente in maggioranza e minoranza, e questa situazione non si sblocca (ma quale sarà la linea del partito? Il PD sostiene questa maggioranza o sostiene la minoranza? Bho!). La cosa curiosa è che, a quanto mi risulta, questo problema c’è anche da altre parti. Veltroni ha trascorso i primi mesi del nuovo Governo di Destra (e lo sta facendo ancora oggi) tentando di instaurare un dialogo con Berlusconi. Ma volete mettervi in testa che la Destra italiana non è quella avanzata che trovi in Europa.? Volete mettervi in testa che Berlusconi è una anomalia politica e non uno statista con cui si può dialogare? NON SI PUO’ DIALOGARE!
Vole mettervi in testa, cari D’Alema e Veltroni, che avete distrutto un partito, avete dato in mano il nostro paese ai fascisci e nazifascistiverdi? NON NE AVETE FATTA UNA GIUSTA DA QUANDO SIETE ANDATI “AL POTERE”! Volete mettervi in testa che voi con i vari Diliberto, Pecoraro Scanio, Rizzo, Bertinotti, Ferrero, Pannella è ora che vi togliate dalle Palle per lasciar posto ad altri? Un pò di dignità. Andatevene vi prego! Il Paese, Vi prega!
Ieri sera sono andato, forse per abitudine o forse perchè avevo voglia di stare con Enzo e Andrea, alla (festa dell’Unità) Festa Democratica di Urago Mella. Li ho visto e salutato il mio vecchio Segretario: ha fatto finta di non vedermi. Anche questo è un segno di cosa sia il PD. Vabbè tanto ci rimette lui mica io.

Rispondo dunque:

Mi piace sempre leggere quello che scrivi sul PD, anche perché il più delle volte è quello che penso e che scrivo anche io. Forse non lo sai, ma proprio stamattina ho scritto una mail a tutti i simpatizzanti del PD di San Felice sostenendo proprio che, come dici tu, “è ora che vi togliate dalle Palle per lasciar posto ad altri?” (riferito a chi ci sta guidando da tanto, troppo tempo).

La fortuna del PD è però quella di essere fatta anche (non solum, sed etiam) da persone a cui non ne frega nulla della politica intesa come poltrona su cui sedere, ma di persone che si mettono in gioco e dedicano tante delle loro energie per degli ideali che vanno al di là dei propri interessi particolari e personali.
Persone come queste hanno fatto grande la tradizione del PCI e del cattolicesimo democratico. Queste tradizioni ed eredità di “persone per bene” hanno trovato nel PD il loro approdo e poco importa (o molto!) se l’attuale classe dirigente di questo partito ha perpetuato i peggiori modi di agire dei politici della prima repubblica.

Metto l’accento sulle persone (e non sulle poltrone) proprio per precisare che in PD non è una persona e quindi non sostiene ne la maggioranza ne la minoranza del nostro comune. Le persone che si riconoscono nel PD, individualmente, scelgono se sostenere o meno l’amministrazione attuale. Non trovo per nulla scandaloso che alcune persone si riconoscano a pieno nel modo di operare dell’amministrazione comunale, altre, io in particolare, pensino che questo modo di amministrare sia non solo lontano dallo spirito e dagli ideali del PD, ma anche dannoso per il PD stesso. Il bello della democrazia è poter esprimere il proprio punto di vista, spiegarlo e verificare se questo è minoritario o maggioritario in un ben determinato contesto. Sana dialettica fra persone mature e responsabili. Quello che chiedo da anni (la prima volta che parlai pubblicamente di questo era la primavera del 2004, mentre si discuteva per le amministrative) e che regolarmente chi è al potere (oggi ci sei anche tu) si guarda bene dal mettere in pratica.

giugno 25, 2008

Biglietto da Visita

Ciascuno ha un biglietto da visita. Può essere un biglietto materiale con scritto il proprio nome, indirizzo e numero di telefono. Può essere un modo di essere: spigliato, simpatico, con la battuta sempre pronta, lunatico, musone. Può essere un modo di fare: da pignolino, da facilone. Può essere un aspetto fisico: gli occhiali, il naso grosso, i capelli lunghi, gli occhi pungenti.
Insomma un biglietto da visita è un modo con cui tutti si relazionano verso gli altri, sia in modo diretto e consapevole, sia in modo indiretto e per lo più inconsapevole.
Voi che biglietto da visita avete?
giugno 13, 2008

Non tutto il mondo è paese

Mi capita spesso di passare un po’ di tempo guardando cosa avviene nei comuni vicini o lontani. Questa sera mi sono imbattuto nel sito di PD di Concesio ed ho trovato questa notizia:
ASSEMBLEA PUBBLICA PARTITO DEMOCRATICO CONCESIO
In vista delle amministrative del 2009, il Partito Democratico di Concesio ha deciso di avviare una riflessione sulle tematiche che saranno oggetto del programma elettorale. Il coordinamento invita tutti coloro che desiderano partecipare attivamente all’elaborazione dei nuovi contenuti del prossimo programma, ad aderire ai gruppi di lavoro che verranno proposti in assemblea.
L’assemblea è convocata:
Lunedì 16 giugno 2008 ore 20.45 SALA ALBERINA – Via Mattei
Vi aspettiamo numerosi.
Ma le elezioni a Concesio non si faranno nel 2009, come a San Felice? Come mai questo gruppo di sprovveduti si mette in testa di parlare pubblicamente di programma e di temi con tutti i cittadini? Ma sono così stupidi da pensare con un anno di anticipo a gruppi di lavoro (aperti a tutti) per affrontare i diversi argomenti?
Per fortuna da noi queste cose non potranno succedere. Per fortuna non tutto il mondo è paese.
giugno 10, 2008

Serata deludente

Quella di ieri sera è stata una serata davvero deludente. Tante speranze e poi un finale brutto ed amaro da digerire.
Non mi riferisco al 3-0 di Olanda Italia ma alla presentazione del Documento di Piano del PGT di San Felice.
Un’acozzaglia di interventi a macchia di leopardo senza una strategia di sviluppo per il nostro comune.
Manca totalmente una linea politica in grado di guidare il futuro di San Felice.
16 ambiti di intervento tanto puntuali quanto scollegati da un contesto complessivo.

Durante la serata mi suonava nelle orecchie la canzone “monetine” di Daniele Silvestri. Mi sembrava davvero assistere alla distribuzione di 16 monetine. Che delusione!!!
giugno 9, 2008

Fango

Il Premio Mogol 2008 è stato assegnato a Jovanotti per la canzone “Fango”, considerato migliore testo dell’anno, al Forte Bard, in Valle d’Aosta. “Mogol per uno che scrive è come un aggettivo -ha aggiunto Jovanotti- è l’immaginario piu ricco, intenso, profondo. La sua invenzione linguistica, la sua rivoluzione è stata impressionante e trasversale attraversando gli anni 60, i cantautori, gli anni 80, sfornando canzoni di successo nel vero senso del termine. Mogol -ha concluso Jovanotti- è una delle prime parole che si imparano da bambini: babbo, mamma e Mogol! Mogol è musica classica come classica è la musica dei Beatles”.
“Fango è un testo che arriva dalla testa, dal cuore di Jovanotti -ha detto a sua volta Mogol- non perde per strada il senso della vita, la capacità di sentire. Non abbiamo un mondo solo materiale e solo di profitto, abbiamo una vita che ha un termine e non ci portiamo via nienta di materiale. Farò di tutto per mantenere questo premio trasparente e per far sì che si arrivi sempre a dare il riconoscimento al miglior testo”.
(Fonte: GM – graziano.masperi@cronacaqui.it)

Nel preparare i pomeriggi di gioco insieme a Portese per quest’anno (Cre-Grest Apritisesamo) mi sono imbattuto nel testo di Fango proposto dalla Pastorale Oratori della Lombardia come momento di riflessione per i ragazzi impegnati in questo momento di crescita importante. Ora il premio Mogol…. caspita Lorenzo….. che cambiamento in 20 anni!

giugno 7, 2008

Forza Italia

Lunedì 9 giugno (ore 20:45) ci sarà l’esordio della nostra nazionale nel torneo degli Europei 2008 di calcio.

Dopo il successo del 2006 ai mondiali sarà un’altra buonissima occasione di tifare l’Italia.

Spero che nessuno si sia preso impegni prima perché Olanda-Italia sarà davvero un bellissimo incontro.
In fondo, diciamocelo, cosa c’è di meglio da fare in un lunedì di giugno che starsene a casa a guardare la partita della nostra bella nazionale di calcio?

Non sarà una serata dedicata allo sviluppo urbanistico di San Felice ad impedirci di tifare tutti insieme ….. Forza Italia!

giugno 3, 2008

Biocombustibili, rovina o salvezza?

Presentati come l’alternativa vincente al petrolio ora sembrano responsabili della crisi alimentare

La verità, vi prego, sui biocombustibili. Sono una risorsa? Sono un danno? Salveranno il pianeta? Gli daranno il colpo di grazia?
Premesso che, personalmente, non riesco a formarmi un’idea sensata in proposito, pongo il problema e la domanda a chi mi sappia chiarire le idee. All’inizio da alcuni, tra cui in prima linea le associazioni agricole, i biocarburanti – ovvero (traggo la definizione da qui), “i combustibili vegetali, rinnovabili e puliti dal punto di vista ambientale, che sostituiscono i combustibili derivati dal petrolio, non influiscono sull’effetto-serra e possono essere ottenuti grazie all’energia solare per mezzo della fotosintesi delle piante”, sembravano essere proposti come il toccasana per tutti i mali.
Ricordo il grande momento del biodiesel: ne aveva parlato anche il sito di Beppe Grillo, fra gli altri, e pareva che mescolando olio di colza al gasolio (prima ovviamente che quest’ultimo raggiungesse quotazioni degne dei diamanti) si realizzasse la mitica quadratura del cerchio: chilometraggio illimitato a prezzi accessibili, risparmio di risorse, meno inquinamento, ecc. Al prezzo, direi accettabile, di un lieve puzzo di patatine fritte.
Bene, il contrordine compagni è arrivato con la crisi del prezzo del grano, quando si è cominciato a parlare di carestia planetaria. E tra i tanti e autorevoli appelli ne ricordo diversi che indicavano proprio nei biocarburanti la pietra dello scandalo, ciò che avrebbe assestato il colpo del ko a un sistema che tutti, anche se con grandi divergenze su cause e rimedi, concordano nel trovare in grave pericolo.
Oggi, con il vertice della Fao in pieno svolgimento, ecco Mubarak, presidente di un Paese, l’Egitto, dove la rivolta del pane ha provocato danni e vittime, chiedere alla comunità internazionale di regolamentare la produzione di biocombustibili «per un uso responsabile dei raccolti, che si preoccupi dei bisogni umani prima di quelli energetici».
Peraltro Luis Inacio Lula da Silva, presidente del Brasile che sui biocarburanti ha scommesso parecchio, la pensa in modo opposto e sostiene che «i biocombustibili non sono i cattivi che minacciano la sicurezza alimentare dei Paesi poveri. Al contrario, quando coltivati responsabilmente, in armonia con la realtà di ogni Paese, possono essere strumenti importanti di reddito» e «Il Brasile ne è un esempio».
Che bisogna smettere di investire nei biocombustibili e investire invece nel pane lo sostengono le ong che seguono il vertice Fao. Secondo Oxfam, nel 2025 altrimenti ci saranno altri 600 milioni di affamati al mondo oltre ai più di 800 di adesso. Ma il secondo problema, dicono, è il mercato. E la colpa, secondo diverse ong, non è tanto dei governi bensì dello strapotere consentito alle multinazionali e dagli intermediari dal modello liberista.
Mi fermo qui, del tutto confusa.

Fonte: La Stampa (Carla Reschia)