Archive for ‘ambiente’

febbraio 21, 2012

L’ipermercato del secolo

In questi giorni imperversa nel PD bresciano una discussione sul tema del nuovo ipermercato nel comune di Roncadelle adiacente al territorio comunale di Brescia.

Finalmente, magari anche a sproposito, si inizia a parlare e a confrontarsi nel PD bresciano (e nel centrosinistra bresciano direi). Finalmente!

Questo argomento ci lascia tanti temi su cui riflettere: il tema del consumo di suolo, la pesante eredità delle scelte urbanistiche del passato (di cui nessuno sembra mai essere responsabile), i modelli di consumo che la società contemporanea ci propone, il modello di città (città in senso lato, quindi anche di paese e di provincia) che vogliamo. Un partito politico dovrebbe avere il modo e il tempo

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gennaio 29, 2012

Come differenzio i miei rifiuti? Ovvero mi fido di GardaUno?

La gestione dei rifiuti domestici è un tema che in questi anni è diventato sempre più importante. Se non vogliamo fare la fine di Napoli con i cumuli di immondizia nelle nostre strade o se non vogliamo avere una mega-discarica come quella di Roma accanto alle nostre case è fondamentale impegnarci, giorno per giorno, a differenziare sempre meglio i rifiuti che ogni giorno produciamo.

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ottobre 25, 2011

Paderno Franciacorta comune virtuoso

Riporto con gioia questa notiza perchè è una bella notizia. Antonio è un amico (qualcuno se lo ricorderà quando fu invitato a San Felice a raccontarci l’esperienza di Paderno) e sono molto felice per lui e per la sua comunità. Antonio è un sindaco con le palle!!!

Sfogliando il mio blog ho trovato questo post datato agosto 2007. Si parla di Comuni Virtuosi. Nel 2005 eravamo sulla buona strada per far in modo che San Felice diventasse un comune virtuoso, poi tutto si è interrotto ed oggi abbiamo un’amministrazione che ci riporta all’età della pietra sul piano della sostenibilità, della cultura di condivisione e partecipazione, della tutela del bello, del paesaggio del territorio. I buoni amministratori non solo bisogna trovarli ma anche tenerseli stretti, il contrario di quello che è avvenuto a San Felice.

Nel corso degli anni il comune di Paderno Franciacorta (BS) ha dimostrato sempre più interesse all’ecologia, al risparmio energetico e alla salvaguardia del territorio. Un impegno che richiede buona volontà e costanza, non solo degli amministratori, ma anche da parte di tutti i cittadini, sollecitati a modificare il loro stile di vita per la salvaguardia del proprio paese e del suo futuro.

«Durante alcuni convegni – racconta il sindaco Antonio Vivenzi – ho incontrato alcuni sindaci aderenti all’Associazione dei Comuni Virtuosi che mi hanno fatto notare come il nostro paese sia una realtà virtuosa che merita di essere valorizzata». Giovedì 29 settembre con delibera unanime di tutto il Consiglio Comunale, Paderno è entrato ufficialmente a far parte dei Comuni Virtuosi.

L’Associazione, nata nel maggio del 2005 grazie all’iniziativa dei comuni di

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febbraio 26, 2011

Se le (energie) rinnovabili non sono così verdi

In Italia il sistema di incentivi economici alla produzione di energie rinnovabili ha distorto a tal punto il mercato che è all’ordine del giorno fare delle vere e proprie follie come bruciare il mais per produrre energia (alla faccia di chi nel mondo mure di fame) e trasformare terreni agricoli in campi fotovoltaici, come se da noi mancassero i capannoni su cui installare i pannessi solari.

La provincia si muove, ma qualcosa potrebbero fare già i comuni, almeno secondo me.

Business fotovoltaico e biogas – La Provincia chiede un limite

Consumo del suolo per far spazio agli impianti e granoturco usato come combustibile: «Così non va, agricoltura penalizzata»

Una «santa alleanza» tra assessorati provinciali all’Ambiente e all’Agricoltura per porre un argine al proliferare dei grandi impianti fotovoltaici (superiori al megawatt) sui fertili campi della Bassa e per ridimensionare il business del biogas, che brucia oltre ai reflui anche il mais necessario alla nostra zootecnia.
Un’alleanza annunciata ieri dai due assessori competenti in Broletto, Stefano Dotti e Gianfranco Tomasoni, che lanciano

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febbraio 17, 2011

Perché conviene fare la “differenziata spinta”

In questo video Gianluca Delbarba, presidente di Cogeme, già nostro ospite a San Felice in una serata dedicata alla gestione dei rifiuti, spiega perche nel 2011 fare la raccolta differenziata spinta risulterà economicamente più conveniente che in passato.

E intanto, a San Felice, ci affidiamo a GardaUno e aspettiamo tempi migliori…

ottobre 18, 2010

la siepe di via Zerneri

Ho ritrovato fra le vecchie foto che avevo scattato a San Felice anche questa che risale al 2006. Non è una foto artistica, anzi è anche bruttina, ma è una testimonianza storica della siepe di Via Zerneri, quella che separava il marciapiede dalla strada. Era una eredità delle passate amministrazioni di San Felice. Una scelta azzeccata!

Paolo Pileri del Politecnico di Milano propone, fra gli altri, la lunghezza delle siepi nel territorio comunale come indicatore di qualità ambientale in ottica VAS (la faccio breve per non annoiare). Più siepi ci sono (espresse in metri) più il comune è in buona salute dal punto di vista ambientale.

Evidentemente la scelta dell’amministrazione di sradicare la siepe esistente, non so se decisa dell’Assessore ai Lavori Pubblici (distruggere è sempre un lavoro!) o da quello dell’Ambiente, va nella stessa indicazione di rendere meno attraente dal punto di vista ambientale il nostro comune riassunta nel prossimo PGT.

Non solo sono incapaci di realizzare opere sicure per ciclisti e pedoni (l’esempio del marciapiede fra Portese e Salò ne è la prova), ma riescono a rendere insicuro quello che esiste, l’eredità di chi ci ha preceduto!

FERMIAMOLI, per tempo, prima che facciano altri danni …. per favore, FERMIAMOLI!

settembre 1, 2010

Tanti piccoli ulivi

Dieci piccoli indiani è un romanzo giallo scritto da Agatha Christie mentre tanti piccoli ulivi è il titolo di questo post dedicato a quello che doveva essere l’ampliamento dell’acquedotto comunale.

Le proposte, onestamente velleitarie, di ampliare in modo spropositato l’acquedotto comunale di San Felice su un’area di elevato pregio ambientale quando a poche centinania di metri si trova la zona industriale sembrano tramontate visto che il proprietario dell’area ha deciso (fortunatamente) di piantare tanti piccoli ulivi che fra un po’ forniranno un ottivo olio DOP.

Una piccola curiosità ora mi rimane … cosa ne sarà dell’ambito di trasformazione n. 11 del PGT che prevedeva di costruire in cambio di quell’area 5 belle villette (1400 metri cubi) a Cisano?

agosto 30, 2010

Stop al consumo di suolo

luglio 29, 2010

Area Tavina a Salò

Mi ha colpito molto una lettera di Attilio Mazza  pubblicata sul BresciaOggi di lunedì 26 luglio 2010, che qui sotto riporto. Il tema è quello dello spostamento dello stabilimento della Tavina a Pratomaggiore.

Mi hanno molto colpito due aspetti sollevati da Mazza: il richiamo all’esistenza di un valore superiore rispetto alla libertà d’impresa (bene comune si potrebbe dedfinire ???) sancito dall’art.41 della Costituzione e la perplessità circa l’effettiva utilità  “pubblica di un nuovo quartiere residenziale”.

La trasposizione a San Felice è quanto mai ovvia, cosa si farà dell’ex Mollificio quando i tempi saranno maturi? Magari il “nuovo” consulente urbanista del nostro sindaco (l’estensore del PGT di Salò che prevede appunto per l’area Tavina 300 nuovi appartamenti con 5 piani fuori terra…) ha già qualche idea ….

Caro Marco, sono stato nuovamente invitato a Salò al dibattito sulla questione Tavina, l’area che dovrebbe essere urbanizzata in fondo alle Zette. Sono rimasto colpito dalla partecipazione, sala strapiena, gente addirittura in piedi, e dalla competenza degli interventi. Ti segnalo l’incontro, significativamente promosso da tutte le minoranze del Consiglio comunale che rappresentano circa la metà di quanti sono andati alle urne (tre gruppi consiliari che vanno dalla destra alla sinistra!) perché mi sembra indicativo di come la salvaguardia del territorio sia un tema sempre più sentito da un vasto strato di popolazione.
Non voglio entrare nella questione specifica, anche se meriterebbe qualche ragionamento, considerando che si tratta di centinaia di nuovi appartamenti che graveranno sul territorio e che si aggiungeranno al grande patrimonio immobiliare ancora invenduto. Mi hanno fatto riflettere alcune considerazioni generali.
In difesa dell’operazione il gruppo che sostiene la maggioranza del Consiglio comunale (naturalmente favorevole all’operazione Tavina, forse perché farebbe incassare un bel gruzzolo al Comune) afferma sostanzialmente che l’amministrazione pubblica non può frenare l’iniziativa privata. C’è dunque da chiedersi se gli interessi privati possano continuare a sopraffare l’interesse pubblico, quello di tutti gli abitanti. Uno dei compiti principali di un Comune non è forse proprio quello della pianificazione territoriale?
Tiene banco in questo periodo la modifica dell’articolo 41 della nostra Costituzione, voluto da Luigi Einaudi e da Paolo Emilio Taviani, che proclama la piena libertà d’impresa “purché non crei danni sociali”. Questa dizione non piace. Da qui – a livello nazionale – la proposta di modificarla sostituendola con la libertà totale, “anche nel settore delle costruzioni e dell’urbanistica, in modo che si aggiungerà scempio a scempio”, commentano gli esperti.
Altra riflessione, a prescindere dai problemi d’impatto ambientale e dell’inutilità pubblica di un nuovo quartiere residenziale. A Salò – e nell’intere Riviera – manca un vero grande e moderno centro congressi; l’unico assai noto è quello di Riva del Garda, mentre altre strutture sono considerate inadeguate. L’area in questione sarebbe ottimale per un palazzo del genere, magari dotato di albergo ed altro. Darebbe occupazione a molte persone nell’arco dell’intero anno e gioverebbe all’intera industria turistica del territorio. Produrrebbe, in sostanza, ricchezza permanente!
Forse ricorderai, caro Marco, che quando fu aperto il cantiere per la ristrutturazione di un grande albergo di Gardone Riviera venne compiuto un tentativo, attraverso il competente assessore dell’Amministrazione Provinciale, per sondare se fosse ancora ipotizzabile l’acquisto della cubatura a piano terra da destinare a centro congressi e, in tempi successivi, ad eventuale casa da gioco.
Purtroppo l’idea non ebbe fortuna. Fu un’occasione persa. Pari, probabilmente, a quella che si sta profilando a Salò.

luglio 22, 2010

Consumo del territorio sul Garda

E’ notizia di ieri, pubblicata su diverse testate locali e nazionali, della denuncia di LegaAmbiente circa il consumo di suolo sul Garda bresciano. (BresciaOggi-21luglio2010-consumosuolo)

Come spesso avviene i dati presentati dalla ricerca nascondono informazioni che spesso vengono oscurate dalle macro-tendenze. In questo caso il numero impressionante è quello dei 6 milioni e 373 mila metri quadri di nuove urbanizzazioni fra il 1999 e il 2007.

L’informazione in più che si può dedurre da questa tabella è che il consumo del territorio non è uguale su tutto il Garda, anzi, esistono zone (più che comuni) dove la pressione edilizia e il consumo del territorio sono maggiori.

Ho diviso la tabella in 4 zone: Alto Garda, Toscolano-Gardone-Salò, valtenesi, basso lago. Ho poi calcolato quanto territorio risulta urbanizzato rispetto al totale disponibile da ciascun comune.

Se nei comuni dell’alto-Garda si è consumato lo 0.2% del territorio in 8 anni passando dal 2.6 al 2.8% di quello disponibile, a Salò-Toscolano-Gardone se ne è consumato lo 0.9% in più passando dal 11.1% al 12.0%.

I cattivi pare stiano nel basso lago (Sirmione, Lonato e Desenzano) che infatti hanno utilizzato 3924 mila metri quadrati di suolo, pari al 3.3% di quello disponibile, passando dal 20.3% al 23.6%.

Risulta invece significativo come i veri “spreconi” del proprio capitale (il territorio!!) siano i comuni della valtenesi che sono passati dall’utilizzare il 35.7% del proprio territorio al 40.3% coun un consumo del 4.6% di quello che hanno a disposizione.

San Felice del Benaco, descritto come un comune virtuoso, ha già utilizzato il 38.5% del suo territorio (rispetto al 17% di Lonato e 27% di Desenzano), incrementando in 7 anni del 2.3% il proprio suolo urbanizzato. Chi risiede a San Felice ben sa che buona parte delle recenti urbanizzazioni sono avvenute dopo il 2007 (boschette, chiesa di Portese, paludi & C.) facendoci andare certamente oltre il 40% di suolo urbanizzato.

Veramente vogliamo pensare ad un PGT (come quello di Buzzi-Rosa) che prevede di (s)vendere il territorio del nostro comune per costruire 14 milioni di euro di “opere pubbliche”???

Vedi tabella dati: ConsumoSuolo-tabella