Archive for settembre, 2007

settembre 28, 2007

Come non affrontare un problema

Sono relativamente giovane, ma ho imparato una piccola regola della politica (in senso lato): se non si vuole affrontare un problema il miglior modo è fare una commissione che si deve occupare del problema stesso.
Questa piccola regola l’ho vista applicata in tantissimi ambiti, da quello sociale a quello professionale, da quello delle grandi istituzioni a quello delle piccole istituzioni. E’ sorprendente ma la regola funziona!
Sulla scorta di questa piccola regola pratica maggioranza e minoranze del nostro consiglio comunale(12 voti favorevoli, 1 contrario: indovinate quale) hanno deciso di istituire una “commissione consiliare bilancio”.

Della necessità di cambiare marcia su tanti argomenti e soprattutto sul bilancio comunale ne parlo da tempo. A gennaio 2007 ne ho parlato qui:. Oltre il bilancio partecipato.

Ora la maggioranza ha preso atto che non è in grado di programmare in nessun modo le questioni economiche del nostro comune (si legga la mozione del gruppo di minoranza che non ha mezzi toni) e ha deciso di farsi aiutare dagli altri consiglieri per stendere un “buon bilancio”. Gli otto consiglieri di maggioranza hanno votato compatti sulla proposta (legittima e doverosa!) di una parte della minoranza. Non ci sarebbe nulla di grave o strano (la democrazia impone la piena collaborazione fra maggioranza e minoranza) se non fosse che il documento presentato dai consiglieri di minoranza (e votato!) è una fotografia impietosa della incapacità di progettualità della attuale maggioranza comunale.

Ma torniamo alla inadeguatezza di una commissione consiliare per affrontare un tema importante e vasto come quello del bilancio comunale.
Per spiegarmi meglio porto l’esempio del tema dell’edilizia convenzionata ed economico popolare.
Nel marzo 2005 (deliberazione n. 16 del 30.03.2005) si decideva di istituire una commissione per affrontare il tema della casa. A distanza di due anni e mezzo nemmeno la commissione ha prodotto poco o nulla per quanto ci siano ancora molte strade percorribile senza dover aspettare il PGT (si legga per esempio pagina 4 di questo documento arrivato in tutte le case quest’estate).

Per spiegare l’inadeguatezza di tale commissione consiliare mi chiedo quali ne siano i componenti. La composizione prevedeva che fossero Sindaco, Presidente del Consiglio, Assessore all’Urbanistica e due consiglieri di minoranza. A distanza di mesi due su cinque dei componenti sono virtualmente cambiati nel senso che il Presidente del Consiglio Comunale è cambiato e non esiste alcun Assessore all’Urbanistica (la materia è di competenza del Sindaco). Come è composta la commissione dunque? Qualcuno si è preoccupato di aggiornarne la composizione a seguito delle variazioni della giunta e dell’approvazione del regolamento del consiglio comunale che regola la composizione delle commissioni consiliari stesse?
Evidentemente no, ma è ovvio il motivo: non serve avere una commissione che lavori, serve solo una commissione che NON si occupi del problema.

Come sempre mi auguro di essere smentito dai fatti. Aspettiamo a gennaio per vedere il prossimo bilancio.

settembre 27, 2007

Liste per l’assemblea costituente

Ecco le liste presentate per il nostro collegio per le primarie del 14 ottobre. Ci sono 4 liste per sostenere i 3 candidati nazionali (due liste sostengono Veltroni). Dovremo eleggere 5 rappresentanti all’assemblea costituente nazionale. I capolista per Veltroni sono l’ex sindaco di Desenzano Fiorenzo Pienazza e il vicesindaco di Padenghe Gian Luigi Baronio.
Per la lista Bindi c’è Silvia Colasanti, consigliere provinciale ed ex assessore a Desenzano.
Infine per la lista Letta c’è Dolci Anna, quadro direttivo del settore bancario.

LISTE PER L’ELEZIONE ALL’ASSEMBLEA COSTITUENTE NAZIONALE
Liste nel collegio ‘Desenzano del Garda’Circoscrizione: LOMBARDIA 2

Con Rosy Bindi democratici, davvero.
COLASANTI SILVIA
BENEDETTI ANGELO
AVANZINI PATRIZIA
ALBIERO ANTONIO
BUSI FERDINANDA

I democratici per Letta
DOLCI ANNA
ZANE STEFANO
BUSI ELEONORA
FERRARI ANGELO
MARCELLI GERMANA

A sinistra per Veltroni
BARONIO GIAN LUIGI
CANNIZZARO CATERINA
DANESI LORENZO
DE CARLO LAURA
MANFREDINI MICHELE

Democratici con Veltroni
PIENAZZA FIORENZO
GAIO TECLA
BONINCONTRI MANLIO
LAVO LORELLA
COMINI GIANPAOLO

settembre 24, 2007

FastInternetProject – 2

San Felice OK – venerdì 07 settembre 2007

Nel pomeriggio di oggi e’ stato attivato il primo Socio di SanFelice. Collegamento stabile e buona banda realizzato impieganto la solita parabola da 80 centimentri e la solita bi-quad autocostruita; il tutto puntato sul monte alle spalle di Salo’.
Il segnale e’ molto buono, circa -61db a San Felice ed il tempo di risposta del terminale corrispondente oscilla tra i 2 e 4 millisecondi e rate attestato sugli 11Mbit. Buono, molto buono.
Come sempre il collegamento e’ protetto con WPA ma se qualcuno dovesse intercettare l’ssid http://www.fastinternetproject 09 da posti sperduti in direzione Salo’, me lo faccia sapere.
Comincia cosi’ l’avventura anche a San Felice del Benaco.

http://www.fastinternetproject.it/index.php?option=com_content&task=view&id=150&Itemid=29

Ho preso questa notizia dal sito di fastInternetProjet.

Sarebbe bello saperne qualcosa in più per capire se queste è una strada percorribile per altri potenziali soci.
settembre 19, 2007

Lisa, la politica che non ha l’età

E’ la seconda volta che i Simpson sono ospiti del mio blog. Mi piace vedere gli episodi dei Simpson perchè con ironia e divertimento ci mostrano come davvero gira il mondo.
Allo stesso modo la comicità di Fantozzi mi faceva riflettere sulla società italiana con un gusto agrodolce.
Ecco perchè riporto questo ritratto di Lisa Simpson che mi ricorda molto Grillo ma anche un pochino (con un po’ di superbia forse) il sottoscritto.

Lisa, la politica che non ha l’età
(CATERINA BONVICINI) da La Stampa
E se Lisa Simpson, sentendosi improvvisamente tradita dal Partito Democratico, invitasse i cittadini americani a fondare partiti alternativi, da lei garantiti tramite un certificato di qualità? Cosa succederebbe? In fondo, Lisa (anni otto, terza elementare a Springfield, Vermont) ha fatto seriamente politica attraverso lo spettacolo, più precisamente attraverso un cartone animato, dal 1989. Intelligente e corrosiva (e libera, soprattutto), avrebbe tutto il diritto di scendere in campo. Eppure non lo fa. Che sia l’ennesima saggezza di una bambina, come sempre più matura degli adulti? Lisa vuole diventare presidente Usa, d’accordo. Però ha una grande fortuna: avrà sempre otto anni. Non avrà mai l’età per candidarsi, insomma.
settembre 18, 2007

Blu Notte

L’anno scorso era Milena Gabanelli a chiudere il mio weekend con Report la domenica sera. Quest’anno ci pensa Lucarelli con Blu Notte.
La settimana scorsa si parlava del G8 di Genova. Troppo vicino nella memoria per darne un giudizio maturo, ma le immagini dei blindati lanciati a folle velocità fra la gente non mi hanno fatto sentire sereno e tutelato come cittadino, anzi. Troppo vicino nella memoria per darne un giudizio sereno. Troppo lontano nello spazio (io non c’ero) per avere emozioni personali e non collettive.

Questa settimana invece si è analizzata la vicenda di Piazza della Loggia.

Nel 1974 avevo 6 anni. Non ricordo nulla di quel giorno. Poi anno dopo anno ricordi personali ed emotivi, si sono stratificati uno sopra l’altro ed oggi ho memoria del 28 maggio 1974.
Durante gli anni dell’università passavo frequentemente per Piazza della Loggia a piedi o in autobus e la vista della colonna sfregiata mi ha sempre colpito nel profondo.
A 6 anni non conoscevo Vittorio Zambarda, ma ero salodiano come lui. Mio padre non me ne parlò mai, ma so che fu lui a fare il discorso durante i funerali a Salò.
A 6 anni non capisci come mai la tua famiglia vive con tempi e priorità diverse da quelle degli altri bambini che vengono a scuola con te. Ma crescendo capisci che i sacrifici fatti sono sacrifici importanti. Con gli anni capisci che al mondo c’è qualcosa di più grande e più importante rispetto a fare i soldi e fare i furbi.
A 6 anni le mie figlie non capiscono perché la mamma la sera non è a casa a cenare con noi. Genericamente “ha una riunione”, nulla più! Sono certo però che con gli anni capiranno che la testimonianza diretta dei propri genitori avrà per loro un valore grandissimo, impagabile.

Vedere Andrea Ricci raccontare, come avvocato di parte civile, gli eventi di Piazza della Loggia mi ha fatto sentire parte di un mondo grande e, nella tragedia, bello.
Rievocare nella memoria, nella coscienza e nella vicinanza quei tragici eventi è per me carburante vitale di impegno civile. Un buon motivo per mettercela tutta perchè le cose cambino davvero. Perché parole come democrazia, libertà e partecipazione non siano solo slogan sui cartelloni ma fatti concreti nella vita di ogni giorno.

(Leggete anche: http://www.28maggio74.brescia.it/ – Casa della Memoria)
settembre 14, 2007

Per un partito che ci somigli

“Perché sogniamo un Partito Democratico che ci somigli.

Innanzitutto, un partito giovane.
Siamo stanchi di sentire la cantilena retorica sul “rinnovamento generazionale” recitata da dinosauri della politica. Siamo stanchi di vedere sempre le solite facce. Siamo stanchi che nella selezione dei dirigenti sia più spesso premiato il conformismo rispetto allo spirito critico.
Non chiediamo un azzeramento dell’attuale dirigenza del centrosinistra. Ma il nuovo partito, a maggior ragione visto che nasce dalla fusione di culture in passato contrapposte, non può essere la zattera di salvataggio dei soliti noti. A livello nazionale come a livello locale, non può essere lo strumento con cui si riciclano con disinvoltura anche quei vecchi politici la cui storia poco ha a che spartire con la tensione unitaria e l’idea di politica alla base dell’Ulivo.
Vogliamo spazi. Vogliamo avere accesso ai luoghi di discussione e di decisione. Per portare avanti le nostre proposte sui temi che ci riguardano più da vicino, a partire da quella precarietà del lavoro che sta privando di futuro la nostra generazione. Vogliamo che la nostra opinione conti davvero. Vogliamo poter inserire nell’agenda politica temi nuovi, come quelli legati alle nuove tecnologie che quotidianamente siamo abituati ad utilizzare.”

Ho letto queste parole nel documento in cui Sinistra Giovanile di Brescia arrivava in modo sofferto, ma sicuramente meditato, ad aderire al progetto del Partito Democratico.
Ho letto parole come “dinosauri della politica”, “le solite facce”, “soliti noti”.

Forse sarò di spirito giovane (l’età anagrafica è quello che è), ma in quelle parole, che del resto ho usato spesso in questo blog, mi sono ritrovato, come mi sono ritrovato nelle parole di tutti quei DS che hanno scelto strade diverse dall’ortodossia di partito di fedeltà, a scatola chiusa, a Veltroni.

Come andrà a finire nel nostro collegio 27 di Lombardia 2, il nostro?

Ne ho parlato a lungo con Girelli coordinatore provinciale del comitato Letta, con Sara Mantovani del coordinamento nazionale. A parole grandi aperture. Vedremo nei fatti come i candidati nazionali sapranno declinarsi nei candidati dei singoli collegi. Vedremo chi predica bene e razzola male (o fa razzolare male ai “suoi” sostenitori). Per ora vedo tante ombre e poche luci.

Intanto lunedì sarò a Brescia a sostenere insieme ad altri DS la candidatura di Letta, sperando che frasi come quella detta l’11 agosto a Napoli dal “mio” candidato nazionale non siano parole nel vento: «trovo molti giovani che vogliono impegnarsi: dobbiamo farne dei protagonisti, non dirgli che il loro turno è sempre il prossimo».
settembre 13, 2007

U-pride

In questi giorni ho trascurato il mio blog perchè ero impegnato al Congresso Nazionale del mio gruppo. Periodicamente la comunità scientifica e universitaria si incontra per “fare il punto” sulla ricerca e sulla didattica, non tanto perché siamo un gruppo di buontemponi che ama parlare per sentire il suono della propria voce, ma in quanto tutta la comunità scientifica mondiale (non solo quella italiana) ritiene importante incontrasi, confrontarsi, imparare e decidere.

Tuttavia questi non sono giorni facili per l’Università messa sul banco degli imputati da parte dei media e dell’opinione pubblica per i recenti fatti legati ai test di ammissione di alcune facoltà. Penso però che il messaggio di delegittimazione di tutto un sistema universitario italiano che si vuol far passare in questi giorni non sia una novità recente. Per stare nel nostro piccolo paesello, basta leggere i verbali del consiglio comunale, per vedere che c’è chi ci ha sguazzato nel fare allusioni sulla credibilità, sulla competenza, direi pure sulla moralità, del sistema Università.

Il commento che più mi ha irritato, e direi quasi nauseato, tuttavia non è stato quello dei “non addetti ai lavori” ma quello che fece il Ministro Mussi alla Feste dell’Unità di Brescia la scorsa estate, Festa dell’Unità Provinciale che aveva valenza nazionale per la scuola e l’università.
Una serie di luoghi comuni, populisti, sul fatto che i docenti universitari non lavorano e guadagnano troppo. Troppo facile fare di tutta l’erba un fascio. Chiacchiere da bar, non da ministro! Tanti docenti non sanno neppure dov’è il protone d’ingresso del proprio Ateneo, questo è vero, ma non tutti.
Il giorno dopo mandai una mail al ministro per informarlo dell’importo del mio stipendio di Professore Universitario, chiedendo di confrontarlo con quello di uno qualunque dei dipendenti del suo ministero.

Più di recente mi ha lasciato molto amaro in bocca il “Libro Verde” di Padoa Schioppa dove il sistema università viene messo sotto la lente d’ingrandimento per i costi e null’altro, come se tutte le università fossero uguali, come se il sistema universitario non fosse una risorsa strategica per il futuro del nostro paese, ma solo un centro di spesa (la famosa “spesa pubblica fuori controllo” tanto cara ai governi di destra e di sinistra).
In tutto il documento non si menziona mai un criterio di qualità legato al “prodotto” che le università generano (il sapere) che possa distinguere atenei virtuosi da atenei spreconi.

Dopo cinque anni di Ministro Moratti che aveva fatto rimpiangere Berlinguer, autore della poco felice riforma del 3+2 (lauree brevi per tutti!) pensavo che non si potesse fare di peggio, invece non è stato così.
Mussi è riuscito quasi a far rimpiangere la Moratti, e non era facile! (Detto da elettore dei DS non è poco!)
Oggi l’Università italiana è paralizzata con un quadro normativo incerto che ha di fatto bloccato qualsiasi cosa: dai concorsi per assumere nuovi giovani ricercatori (e perché no, giovani docenti!!) al finanziamento pubblico della ricerca.

Cosa fare? La strada è semplice e fin troppo lampante. Lo ha ricordato al Congresso il presidente del gruppo nazionale, mio maestro docente al Politecnico di Milano: dimostrare con i fatti che l’Università è altro rispetto a quanto proposto dai media e dai politici di turno, operando con serietà ed onestà intellettuale.

Onestà intellettuale, concetto che ho usato spesso nel mio blog, non a caso!

Allora quando ripenso alla classifica proposta da Repubblica sulle Facoltà di Ingegneria italiane (apri il documento) che pone Brescia al sesto posto dopo colossi come il Politecnico di Milano e di Torino, Università storiche come quella di Padova (quella di Galileo!) e Genova e realtà “felici” come Trento (l’autonomia della provincia vale anche in questo settore), sesto posto su 38 facoltà, con orgoglio penso che quando la mattina mi alzo per andare al lavoro faccio qualcosa di importante che vale molto di più del valore del mio stipendio (con buona pace dei ministri passati e presenti). Un lavoro che mi gratifica quando penso che i giovani che laureiamo trovano rapidamente adeguata collocazione nel mondo del lavoro.

Ecco perchè ho intitolato questo post U-pride, orgoglio universitario. Orgoglio di essere docente universitario nei giorni difficili per l’università italiana.

settembre 10, 2007

Voglia di esserci

La raccolta di firme per la legge sull’acqua (406 mila). Il referendum sulla legge elettorale (821 mila firme) e ora la proposta di Grillo (si parla di oltre 300 mila firme) dimostrano che c’è voglia di voltare pagina. Io aggiungo che c’è voglia di partecipare e voglia di contare. Martedì scorso l’ho chiamato “partecipare al processo decisionale”.

Oggi su Repubblica Rosy Bindi si esprime così : “Il problema non è solo la manifestazione di Bologna. Ma le tante firme, la gente che ha fatto la coda per aderire. E se uniamo il tutto alle copie vendute dal libro “La casta”, allora bisogna capire che siamo di fronte ad una ribellione contro la politica che va presa sul serio. Non possiamo far finta di niente”.

Ma perché la protesta di Grillo va presa così tanto sul serio? E soprattutto perché adesso?
“Perché o diventa una seria occasione di rinnovamento della politica o è chiaro che sarà l’anticamera dell’antipolitica”.
(Leggi articolo)

Farà sorridere molti il mio dire “sono d’accordo”, ma è vero! Lo dico da mesi sul mio blog: “è ora di cambiare” e ciascuno a suo modo deve farlo, deve dare il suo contributo.
Cambiare vuol dire rinnovare e viceversa rinnovare vuol dire cambiare.

Credo davvero che ci sia, da parte di tanti cittadini, voglia di esserci e voglia di girare pagina e non rendersene conto o negarlo non ci porterà molto lontano.
settembre 8, 2007

Gentlemen, start your engines!!

Oggi e domani a Salò c’è la rievocazione del “Circuito del Garda”, gara automobilistica che dal 1921 si è svolta sulle strade cittadine.

Questa mattina ho potuto ammirare bellissime auto che hanno fatto la storia dell’automobilismo sportivo e auto che hanno accompagnato la mia infanzia di tifoso delle mitiche Lancia nei campionati mondiali rally.

Mi sono tornate in mente i pomeriggi di marzo trascorsi a vedere le auto lungo i tornanti di San Michele e la mitica Ronde con il navigatore di Zanussi appeso al tergicristallo per consentire alla sua Peugeut 205 T16 di finire la prova con tre ruote invece di quattro.

Un tuffo nel passato accompagnato dalla musica dei motori!

settembre 6, 2007

L’inizio di un viaggio

Martedì sera insieme a tanti cittadini abbiamo iniziato una nuova avventura, un percorso nuovo verso un partito nuovo.

E’ stata una serata bellissima, almeno io l’ho percepita così. Tante persone hanno partecipato, tante persone hanno espresso la propria opinione, ma soprattutto tante persone hanno voluto dare il proprio contributo per fare davvero un viaggio diverso, un viaggio davvero all’insegna della PARTECIPAZIONE.

E’ un luogo comune quello che vuole che i cittadini “normali” fuggano dalla politica. E’ un luogo comune dire che a San Felice la gente non esce di casa per fare cose impegnative e faticose, ma sicuramente importanti.

I fatti dimostrano che è possibile stare insieme, che è possibile parlare e confrontarsi, che è possibile decidere INSIEME.

Credo davvero che per ogni cosa, e quindi anche per la politica, IL COME FACCIA LA DIFFERENZA.

Oggi siamo solo all’inizio del viaggio, ma credo che sia importante aver scelto come farlo.

(il video è tratto da uno speciale di SKY visibile integralmente

sul blog di Daniele Luttazzi – http://www.danieleluttazzi.it/)