Incidenti stradali e informazione

Riporto questa lettera al direttore apparsa sul BresciaOggi. Lo sfogo del lettore non è solo comprensibile umanamente, ma coglie nel vivo il problema dell’informazione su questo tema. L’attuale ministro degli interni Cancellieri quando si insediò a Brescia come Prefetto istituì un osservatorio provinciale che si occupasse di questo tema. Lasciata la nostra provincia di questa esperienza importante è rimasto ben poco. AL contrario penso ad un noto politico bresciano, allora assessore provinciale, oggi consigliere regionale che sul tema della riduzione degli incidenti a Brescia si è fatto la campagna elettorale del 2009 con quella che sarebbe opportuno classificare come pubblicità ingannevole.

Egregio direttore, chi le scrive, prima di essere il referente provinciale dell´Associazione Italiana Familiari Vittime della Strada, nonché il presidente della neoassociazione “CONdividere la Strada della Vita” è, innanzitutto, il papà di Alessandro Merli, un ragazzo di quattordici anni che nel gennaio del 2000 è stato investito e ucciso sul colpo da un ubriaco al volante della sua vettura. Ancora oggi io e mia moglie piangiamo nostro figlio mentre l´omicida continua a circolare indisturbato con la sua auto.
Leggo, dunque, l´articolo di pagina 11 del vostro quotidiano del 12/01/2012 in merito alla situazione degli incidenti stradali nel bresciano e vorrei, in tal senso, “osare” una lettura delle statistiche e delle considerazioni pubblicate da un punto di vista strettamente personale.
Ora, senza voler tornare a parlare di “aria fritta” e lungi dal voler sollevare polemiche infarcite di retorica e di fumisteria verbale, ritengo che il lettore abbia, tuttavia, il diritto di conoscere anche il contraddittorio di chi, come il sottoscritto, da dieci anni entra nelle scuole per cercare di sensibilizzare i giovani alla sicurezza stradale e si adopera, insieme ad altri familiari, per organizzare e creare eventi di diffusione di un più ampio messaggio di “educazione alla legalità”.
Orbene: il fatto che la Polstrada sia intervenuta su 1.980 sinistri (- 5,2% rispetto all´anno prima) non significa automaticamente che gli incidenti nel bresciano siano in calo, ma tutt´al più che “la Polizia Stradale ha rilevato meno incidenti”. Prima di dire che gli incidenti nel bresciano sono in calo attendiamo, quindi, anche i risultati degli incidenti rilevati dai Carabinieri, dalla Polizia Provinciale e anche Locale: solo alla fine tireremo le somme e le dovute conclusioni.
Da sempre lamento la poca presenza di controlli e di pattuglie delle Forze dell´Ordine impiegate sul territorio (non certo per causa loro – e lo sottolineo – ma, evidentemente, per colpa delle amministrazioni che non sono in grado di garantire risorse e mezzi adeguati affinché il servizio possa essere svolto in piena efficienza). Piace precisare, in tal senso, che leggo costantemente i comunicati sindacali delle FF.OO. che denunciano la sistematica e cronica assenza di uomini e mezzi (basti pensare alla scarsità di carburante a disposizione degli automezzi e le condizioni degli stessi, piuttosto vetusti, in molti casi, oppure alla burocrazia asfissiante che “inchioda” più poliziotti negli uffici che non sulle strade): un “film” già conosciuto da noi tutti.
A fronte di quanto appena detto una domanda sorge, dunque, spontanea: come è stato possibile che si sia materializzata, improvvisamente, questa abbondanza di uomini e mezzi per giungere, quindi, ad affermare quel “43% di controlli in più” nel menzionato articolo dello scorso giovedì 12 gennaio?
Stimato direttore: un carissimo amico mi ha sempre detto “io le statistiche non le leggo mai perché non ho la possibilità di verificare l´esattezza di chi ha inserito i dati”. Ho sempre snobbato questa frase lasciandola cadere nel “pour parler”. Oggi però la riprendo e la faccio mia. Che senso ha, dunque, “strumentalizzare” e osannare risultati eclatanti quando emerge un unico vero dato significativo: anno 2010 = 82 morti / anno 2011 = 103 morti?
I controlli non hanno forse una semplice quanto duplice funzione? Quella preventiva, innanzitutto, al fine di evitare che accadano disgrazie e incidenti. Quindi repressiva per colpire chi sbaglia. Ora, e qui termino la mia riflessione, conosce qualche docente di statistica al quale possa chiedere cosa è saltato nel “sistema statistico incidenti stradali” dal momento che, a fronte di un aumento dei controlli su strada del 43% invece di avere il logico e conseguente abbattimento del numero di incidenti, e quindi anche di morti, abbiamo addirittura 23 morti in più con un incremento di qualche “freddo quanto indifferente” punto percentuale in più (sì, ma quanti, per l´esattezza)?
Se il risultato finale è questo mi faccio un´ultima (ma non banale) domanda: che senso hanno avuto tutti quei controlli in più?
Roberto Merli – CONCESIO

Dal BresciaOggi del 25.01.2012

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