Archive for dicembre, 2011

dicembre 27, 2011

Chi paga la sagra del politico

All’inizio di giugno del 2009 diede molto fastidio la lettera di mia moglie Michela inviata a tutti i cittadini di San Felice che, facendo un bilancio della sue esperienza di cinque anni di amministrazione comunale, raccontava fra l’altro come in un comune piccolo come il nostro venivano usati i soldi pubblici (del bilancio comunale) per organizzare le cose più assurde, dal “raduno provinciale nuova Fiat 500””, al contributo per l’organizzazione e realizzazione dell’esposizione di grafiche d’arte “Corpo/reo” a Cisano e al contributo annuale dato alla “riviera dei Castelli” che garantiva una presidenza in più al nostro ex-sindaco. Nella lettera si snocciolavano costi per la collettività per centinaia di migliaia di euro.

Nel mio blog, se avete la pazienza di cercare, troverete una serie di delibere del 2007 che distribuivano 135 mila euro per feste, festine, manifestazioni e attività varie (dal contributo per la 21^ Trans Benaco Cruise Race, ad un contributo “fantasma” per la pulizia delle spiagge). L’attuale amministrazione continua ad operare con lo stesso registro, da Felixia ai fuochi di artificio di Brancher per arrivare al premio per il gioiello contemporaneo, quest’anno alla seconda edizione, iniziativa certamente nello spirito della cultura agricola contadina voluto da Raffaele Cominelli.

Oggi è l’Espresso a riproporre in chiave nazionali medesime considerazioni.

Chi paga la sagra del politico

di Primo Di Nicola

Raduni di spazzacamini. Tornei di tennis. Spedizioni subacquee. Partecipazioni a gare di aeromodellismo. Eventi musicali. E naturalmente, tante belle feste. Tutto per ottenere consensi e voti, a spese del contribuente. ‘L’Espresso’ è andato a scoprire i mille sprechi locali italiani

Se quella del debito pubblico non fosse una tragedia nazionale, si potrebbe anche sorridere. L’Italia ha le casse vuote? In Provincia di Trento festeggiano sovvenzionando fiction televisive. E così 196 mila euro finiscono nel bilancio di “Sposami”.

 Nel Lazio fa ancora meglio Renata Polverini, con 2 milioni a pioggia a favore di amministrazioni locali e pro loco per eventi strapaesani

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dicembre 24, 2011

Buon Natale

dicembre 5, 2011

Il futuro delle scuole gardesane

Riporto questa breve descrizione della situazione delle scuole gardesane che GianPaolo Comini, già dirigente scolastico delle medie di Manerba-San Felice, ha ben sintetizzato. Come si può leggere anche l’assetto delle scuole di San Felice (elementari e medie) è messo pesantemente in discussione e, come sempre, è assordante il silenzio dei nostri amministratori. Non ritengono necessario confrontarsi con la cittadinanza su questi temi? La scuola di San Felice, da anni fiore all’occhiello

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dicembre 4, 2011

Caro presidente no, così non va

Il nuovo governo al banco di prova. Falsa partenza o delusione cocente?

Caro presidente,

      Lei conosce perfettamente l’importanza storica per il nostro Paese e per l’Europa (oseremmo dire per il mondo intero) delle decisioni che il suo governo oggi assumerà. Dobbiamo confessarle, con tutto il rispetto per il compito difficilissimo che Lei sta svolgendo, che le indiscrezioni che leggiamo sui giornali ci preoccupano e speriamo davvero che Lei e il Suo governo le smentiscano con i fatti. Quattro erano i punti che a noi parevano essenziali. Primo, per quanto riguarda i conti, ridurre le spese, più che aumentare le tasse. Secondo, preoccuparsi non tanto del saldo della manovra, ma della sua qualità, soprattutto guardando agli effetti sulla crescita. Terzo, dal punto di vista del metodo e del significato politico (anche questo importante) abbandonare la concertazione, perché comunque a quel tavolo non hanno accesso i giovani e chiunque non ha rappresentanza. Infine attaccare senza esitazioni i costi della politica e chiudere i mille canali che consentono di evadere le tasse. Insomma, dare un segnale netto. Leggiamo invece che dopo i passi iniziali, che sembravano assai incoraggianti, la manovra si sta delineando secondo le solite modalità: aumenti di imposte, pochissimi tagli, incontri con le cosiddette parti sociali (cioè concertazione), nessuna riduzione dei costi della politica.

Punto primo. Tutti gli studi (sia accademici che del Fondo monetario

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