Manerba Investimenti, i costi del «crac». E San Felice farà la stessa fine?

Negli anni scorsi non solo il comune di Manerba ha reso possibile l’edificazione del suo territorio con una serie smisurata di residence e villette, ma anche sperperato i soldi che ha raccolto attraverso la sua municipalizzata  Manerba Investimenti Srl. Come si suol dire oltre il danno la beffa. Adesso si devono appianare i debiti, oltre 3 milioni e mezzo di euro. Questa è l’eredità lasciata ai cittadini di Manerba dalla passata amministrazione (quella targata PDL!).

A San Felice, con le ambizioni politiche e di immagine del nostro sindaco Rosa (targato PDL) faremo la stessa fine? Il consiglio comunale si appresta ad approvare un PGT che svende il territorio e a sperperare soldi pubblici (oltre 4 milioni di euro) per il centro polifunzionale.

La lezione dell’Italia (debito pubblico alle stelle e cattiva amministrazione) e dei nostri vicini di Manerba non ci insegna proprio nulla?

Lunedì la maggioranza in consiglio comunale è stata sorda alla richiesta di oltre 600 cittadini di ripensare al progetto delle Paludi. Dobbiamo proprio toccare il fondo prima di accorgerci di chi ci amministra in modo così disinvolto e superficiale?

 Manerba Investimenti, i costi del «crac»

Il dissesto della società «municipalizzata» alimenta i timori, mentre prosegue l´iniziativa giudiziaria

Il sindaco Simoni assicura: «Non andremo in default» Ma il buco di oltre 3 milioni impone sacrifici al Comune.

Con un´operazione di finanza straordinaria, il Comune di Manerba dovrà coprire per 750mila euro il debito residuo della municipalizzata Manerba Investimenti Srl. Creato nel 2005 dalla passata amministrazione, questo braccio operativo del municipio, in pochi anni, ha generato uno spaventoso dissesto economico, che si è materializzato in un «buco» milionario.
IL CONSIGLIO COMUNALE, lo ricordiamo, ha votato «sì» all´autorizzazione al liquidatore di portare avanti la domanda di concordato preventivo per la società, in liquidazione dal 2009, e il «sì» è stato ripetuto per l´azione di responsabilità nei confronti dei suoi amministratori, su cui deciderà il Tribunale.
I nomi, benché noti, non sono stati fatti per scelta dal sindaco Paolo Simoni: «Avremo fatto questa azione anche su l´uomo coinvolto non fosse stato in politica. Bisogna dire basta alla convinzione che se uno sperpera soldi pubblici, il tutto non vada perseguito».
La cessione dei beni di proprietà della società, e la riscossione dei crediti, copriranno solo in parte il debito di 3.666.025 euro. C´è una certa preoccupazione per le casse comunali, che dovranno sborsare 750 mila euro, una cifra che si aggiungerà agli altri 1,1 milioni di euro già accantonati per un´altra parte di debito.
«Ce la faremo – dice il sindaco – e ho già rassicurato i cittadini: il Comune non andrà in default».
«Sono due anni che c´è questa situazione – spiega Simoni – e ci siamo attivati. Vuol dire che dovremo fare meno opere pubbliche, senza dimenticare che avremo anche meno oneri. Sono scelte fatte, il prossimo anno avremo 100mila euro in meno. Ma nel Piano di governo del territorio abbiamo inserito delle norme per il passaggio a destinazione residenziale di quelle “residenze turistico alberghiere”, le cui volumetrie sono state regolarmente costruite, ma che sono però occupate non a norma».
La magistratura ha aperto un´indagine nel 2008, ma intanto è il liquidatore a parlare di gestione disastrosa con operazioni fatte per «coprire» perdite che si accumulavano. Ormai è fatta, comunque. Quello che conta adesso è che il Comune superi la «botta».

Dal BresciaOggi del 9 novembre 2011 – Enrico Grazioli

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