Una firma? No, grazie!

Oggi dirò qualcosa di scomodo e che mi farà bersaglio di numerose critiche ed insinuazioni, ma ci sono abituato e lo farò lo stesso: come spesso (sempre!!??) mi capita dirò quello che penso anche se risulterà scomodo.

Mi sono arrivate in queste settimane numerose sollecitazioni per firmare un documento che inviti l’amministrazione comunale di San Felice a ripensare al proprio PGT e, in un certo modo a “tutelare” il verde del nostro comune.

L’iniziativa è ottima! Sulle scelte scriteriate contenute nel PGT adottato e di prossima approvazione ho avuto modo di esprimermi più volte, anche pubblicamente, anche attraverso la stampa locale. Non mi sono mai tirato indietro. Oggi è diverso!

Un motto che mi piace molto e che talvolta viene usato è questo: “Per essere credibili bisogna crederci”. Era il motto di “Partire da Brescia“, scuola di pensiero democratico che hanno portato nella nostra provincia diversi esempi di buona amministrazione locale (Paderno Franciacorta, Ospitaletto, ma non solo).

La proposta di un PGT “più verde” viene proposta da chi non ha mai amministrato il nostro comune (e non ha quindi oneri di credibilità pregressa), ma anche da chi nel 2008-2009 ha avuto il compito di scrivere il PGT di San Felice ed ha prodotto scelte non molto difformi da quelle che oggi Paolo Rosa ci propina. Possono queste persone essere credibili? Ritengo proprio di no! “Per essere credibili bisogna crederci” e io ritengo che alcuni dei proponenti di queste iniziative a difesa del nostro territorio, alcuni di quelli che oggi mi chiedono la firma non ci credano alla tutela del territorio di San Felice; non credano ad un PGT fatto per i cittadini e non per fare cassa, non credano ad una tutela del territorio e del paesaggio come motore per lo sviluppo di San Felice. E se non ci credono, non sono credibili!

Quindi?

La mia firma? No grazie!

One Comment to “Una firma? No, grazie!”

  1. Almeno ora capisco il perchè del tuo “no” al mio invito. Ma dissento, fortemente dissento. Credo che l’unica cosa che possa convincere qualcuno a firmare a favore di una proposta alternativa al “PGT Rosa”, chiamiamolo così, sono le scelte di merito del progetto. Chi lo propone, come ci è arrivato, da chi è stato aiutato, sono tutti criteri che puoi prendere in considerazione (ma le persone crescono, cambiano, imparano, cavalcano battaglie via via differenti, in ogni caso), ma se imparassimo in questo paese (inteso come nazione tutta) a guardare al merito delle iniziative invece che alla loro faccia o bandiera, forse non ci troveremmo nella melmosa palude che ci circonda. Perchè chi è in politica da sempre si è screditato, chi è nuovo non ci capisce niente… ed allora l’unica novità è l’azione, la scelta, la passione determinata a non svendere il proprio territorio, al pensare a svilupparlo in modo sostenibile, invece di lasciarlo incastrato tra la cementificazione e l’inazione. La critica può essere costruttiva, specialmente quando è propisitiva, sennò è sterile esercizio, raffinato forse, ma infruttifero. E comunque questa particolare iniziativa è tanto più credibile, in quanto l’ispirazione è partita dai cittadini, dal dialogo, dal confronto: politicizzarla non solo è un peccato, ma è inesatto. Grazie in ogni caso per il dialogo.

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