ADSL a San Felice – dichiarazioni di maggio 2011

Leggo oggi su QuiBrescia.it un interessante articolo sul tema del “digital divide”, cioè su quando (forse) arriverà davvero l’ADSL a San Felice e soprattutto come e grazie (si fa per dire) a chi.

Leggendo l’articolo si capisce quante siano le “palle” che il nsotro Sindaco ci ha raccontato in campagna elettorale (ADSL entro 12 mesi!!! ricordate???) e continua a dirci ancora oggi.

Dopo il PGT vergognoso, ecco un altro fallimento della giunta Rosa. Dopo la bufala dell’HiperLan gestito da Linkem con i soldi della provincia di Brescia, sponsorizzato in buona fede dalla precedente amministrazione comunale arrivano le storielle di Paolo Rosa.

Povera San Felice!

Digital divide azzerato in due anni

da QuiBrescia.it di martedì 03 maggio 2011

In due anni la Lombardia, grazie alla diffusione della banda larga su tutto il territorio, avrà completamente azzerato il digital divide, ovvero il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell’infromazione (in particolare personal computer e internet) e chi ne è escluso, in modo parziale o totale.
Questo importante passo avanti sarà reso possibile da Telecom Italia che si è aggiudicata il bando di gara per la diffusione di questo tipo di servizi in aree in “fallimento di mercato”, cioè su quei tratti di linee, anche in aree fortemente urbanizzate, dove i costi dell’operazione sono superiori ai prevedibili ricavi dell’operatore.
La Regione ha messo a disposizione un piano da 41 milioni, che verrà realizzato appunto da Telecom.
I contenuti del Piano sono stati illustrati in una conferenza stampa che si è svolta lunedì al Pirellone a Milano dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, affiancato dall’assessore all’Ambiente, Energia e Reti, Marcello Raimondi, dal presidente di Telecom Italia, Franco Bernabè e dall’amministratore delegato della società, Marco Patuano.
“Si tratta di un progetto ambizioso sia dal punto di vista tecnologico che territoriale”, ha detto Formigoni, “e prevede la copertura con il servizio di internet veloce, entro 24 mesi, di aree e tratti che interessano 707 comuni, quasi metà dei comuni lombardi, e un milione di abitanti, cioè il 10%. Nel 2013, dunque, il 100% della popolazione lombarda sarà raggiunto dalla banda larga”.
Per arrivare a questo risultato saranno adeguate 917 sedi di commutazione sul territorio per un impegno complessivo di circa 8.500 km di cavo, di cui 3.000 in fibra ottica.
“Il costo totale del progetto”, ha aggiunto il presidente, “è di circa 95 milioni di euro, di cui 41 a carico della Regione Lombardia e i rimanenti di competenza di Telecom Italia”.
I comuni interessati dal progetto potranno sfruttare, su tutte le aree coperte, collegamenti con tecnologia Adsl 7 Mbit che potranno arrivare anche a 20 Mbit. In questo senso saranno necessari 900 interventi di adeguamento sulle centrali e reti del territorio.
Nel Bresciano i comuni interessati dall’intervento di adeguamento della rete sono 105: Acquafredda, Agnosine, Alfianello, Anfo, Angolo Terme, Artogne, Bagolino, Barghe, Bassano Bresciano, Berlingo, Berzo Inferiore, Bienno, Bione, Bovegno, Brandico, Caino, Calcinato, Capovalle, Capriano del Colle, Castelcovati, Casto, Castrezzato, Cedegolo, Cevo, Cigole, Cimbergo, Collio, Comezzano,-Cizzago, Corteno Golgi, Corzano, Desenzano del Garda, Edolo, Erbusco, Fiesse, Gambara, Ghedi, Irma, Iseo, Isorella, Leno, Lodrino, Lograto, Lonato del Garda, Longhena, Lozio, Maclodio, Magasa, Mairano, Manerba del Garda, Marcheno, Marmentino, Monte Isola, Monticelli Brusati, Montichiari, Montirone, Mura, Muscoline, Nuvolera, Offlaga, Omè, Paisco, Loveno, Palazzolo sull’Oglio, Paratico, Paspardo, Passirano, Pavone del Mella, Pertica Alta, Pertica Bassa, Pezzaze, Pian Camuno, Piancogno, Pisogne, Polpenazze del Garda, Poncarale, Pozzolengo, Preseglie, Prestine, Provaglio d’Iseo, Provaglio Val Sabbia, Puegnago sul Garda, San Felice del Benaco, San Gervasio Bresciano, San Paolo, San Zeno Naviglio, Saviore dell’Adamello, Sellero, Seniga, Serle, Soiano del Lago, Sonico, Tavernole sul Mella, Temù, Tignale, Tremosine, Trenzano, Treviso Bresciano, Vallio Terme, Valvestino, Verolavecchia, Vestone, Vezza d’Oglio, Villachiara, Vione, Visano e Zone.
Il piano regionale sul digital divide avrà ricadute positive non solo per i cittadini ma anche per le imprese.
“Colmare il digital divide in queste zone”, ha specificato Raimondi, “è la modalità che abbiamo individuato per intervenire in funzione anticiclica. Telecom ha presentato un’offerta che migliora ciò che si richiedeva nel bando e questo ci permetterà di realizzare qua da noi l’area più vasta in tutta Europa coperta dalla banda larga. Oggi ci sono due tipologie di tecnologie per la diffusione di internet veloce: la cablatura e il wireless. Noi siamo convinti che l’unica tecnologia veramente sicura e affidabile sia la cablatura che è quella scelta da Telecom in questo progetto. Ciò non toglie che, se si realizza una copertura capillare via cavo, sarà più semplice ‘coprire’ adeguatamente anche con il wi-fi. Tutto ciò permetterà anche una gestione intelligente dei flussi di energia tramite le ‘smart grid’ (reti intelligenti) che permettono di gestire al meglio l’energia prodotta da fonti rinnovabili”.
Il contributo pubblico è stato assegnato a Telecom Italia che ha presentato il miglior progetto sotto il profilo tecnico/economico. Il progetto ha avuto il nulla osta della Commissione Europea per la normativa sugli aiuti di Stato.
I lavori si articoleranno in due anni, cui ne seguiranno quattro di erogazione del servizio e monitoraggio dei risultati raggiunti.
Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha anche annunciato che, entro l’estate, sarà presentato il progetto per la diffusione della banda ultra larga che garantisce una connettività ad internet a velocità superiori a 20Mbit per secondo ad utente.
“Porteremo questo servizio”, ha spiegato Formigoni, “nelle case di 4,2 milioni di cittadini lombardi, circa la metà della popolazione presente sul territorio, in 167 comuni. Il valore complessivo dell’investimento è pari a 1 miliardo e 200 milioni di euro e la sua realizzazione è prevista in un arco temporale di 6 anni”.
Una vera rivoluzione è quella che si attende dallo sviluppo della Sanità digitale, “attraverso la quale sarà possibile il collegamento di strumenti diagnostici agli ospedali, ampliando così sensibilmente le casistiche di assistenza a domicilio e riservando sempre di più i ricoveri ai casi realmente importanti e necessitanti di interventi diretti”, e della Telepresenza: “le reti a Bul permetteranno di svolgere numerose tipologie di attività in posti di lavoro decentrati rispetto alla sede aziendale preposta. Questo minimizzerà gli spostamenti con benefici per la mobilità e per le emissioni da traffico”.
Intanto a Brescia la rivoluzione Wii-Fi sbarca nelle piazze e nelle vie del centro storico cittadino. A partire da giovedì 5 maggio, infatti, sarà possibile la connessione wireless gratuita e senza limiti. Almeno per il primo perido sperimentale di sei mesi nelle zone raggiunte dal servizio.
Navigare in rete senza fili sarà possibile in piazza Vittoria, piazza Paolo VI, piazza Loggia, via IV Novembre, via Gramsci, corso Palestro, via X Giornate, corso Zanardelli e tra via Mazzini e corso Magenta dove già esiste la rete della video-sorveglianza sulla quale si appoggerà infatti il Wii-Fi e grazie alla quale sarà possibile la connessione ‘free’.
Il costo dell’operazione realizzata dal comune è di circa 45mila euro e viene presentata ufficialmente alla cittadinanza giovedì 5 maggio in piazza Loggia dalle 11,30 alle 18.


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2 commenti to “ADSL a San Felice – dichiarazioni di maggio 2011”

  1. Non so se ricordo male, ma il Sindaco aveva detto che abbiamo già le fibre ottiche installate e che basta attaccare i due router: può darsi che l’intervento inteso per San Felice sia proprio l’allacciamento del router, in questo caso la sua versione e quella dell’articolo sarebbero compatibili, sbaglio? In ogni caso quando Paolo Rosa dice che l’intervento ha preso più tempo per la scelta di non spendere i soldi dei cittadini (intesi come i fondi comunali), grazie al contributo statale che hanno dovuto aspettare, io in assemblea gli ho già detto che nel frattempo i cittadini hanno comunque dovuto spendere x allacciarsi ad internet in modo alternativo (wireless), visto il ritardo. Col senno di poi ho anche pensato che i cittadini, oltre a spendere x l’abbonamento wireless, hanno speso doppiamente, perchè IN OGNI CASO i contributi statali vengono da fondi pagati con le nostre tasse: quindi abbiamo speso DUE volte: se avessero usato i fondi comunali (comunque provenienti dalle nostre tasse) senza perdere tempo ad aspettare i contributi statali, avremmo pagato una volta sola, evitando gli abbonamenti wireless.

    • Direi di più, considerando che la connessione gestita da LINKEM è stata pagata con i soldi della Provincia di Brescia, direi che alla fine pagheremo la banda larga TRE volte.

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