Sotto processo l’acquedotto infetto

(red.) Sono stati rinviati a giudizio i vertici di “Garda Uno”, l’acquedotto finito sotto inchiesta perché considerato responsabile, nel giugno 2009, di avere causato un’infezione da gastroenterite a San Felice del Benaco a causa di microorganismi patogeni veicolati dall’acqua.
Giovedì si è svolta, a Brescia, l’udienza preliminare davanti al gup Francesco Nappo che ha disposto il rinvio per i presunti responsabili dell’epidemia che, nell’estate del 2009, infettò circa 2mila persone.
Il processo, con rito abbreviato, inizierà il 17 maggio 2012, e vedrà salire sul banco degli imputati Mario Bocchio, 55 anni, presidente di Garda Uno, Franco Ricchetti, 62 anni, direttore generale e procuratore speciale di Garda Uno e Mario Giacomelli, 56 anni, dirigente responsabile.
I reati contestati dal sostituito procuratore Paolo Abritti sono epidemia colposa, lesioni e distribuzione di alimenti adulterati.
Cinquanta le parti civili ammesse al procedimento tra cui anche il comune gardesano, cittadini ed operatori turistici.
L’epidemia provocò dissenteria in centinaia di persone, molte dovettero ricorrere alle cure mediche, tra residenti e villeggianti.
Gli esperti hanno accertato che i malesseri furono provocati da alcuni microrganismo patogeni, il clostridium perfrigense e norovirus, trovati nell’acqua dell’acquedotto.
Questo fu dovuto, secondo l’accusa, a negligenza, imperizia e imprudenza nella gestione della rete idrica comunale, dato che i responsabili, pur sapendo che l’acquedotto era malandato, come testimonierebbe la (tardiva) decisione di mettere a bilancio un intervento ad hoc, rimasto poi solo sulla carta, non fecero nulla per impedire che si verificasse l’epidemia.
Inoltre il pm verificò che, in azienda, non esisteva una figura professionale competente in grado di interpretare le variazioni dei dati delle analisi e di accertare il rischio per la popolazione che attingeva l’acqua dai rubinetti e dalle fontanelle pubbliche. 

Fonte: QuiBrescia (14.01.2011)

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