Soldi dal Congo per i bimbi di Adro

Oggi ho letto questa notizia sul Corriere. C’è poco da commentare!

Settecento euro da una missione comboniana. «Vogliamo un mondo diverso»

ADRO (Brescia) — La mail è arrivata martedì mattina assieme alla promessa di 700 euro da versare nelle casse della mensa di Adro «per aiutare uno dei bimbi che rischiano il digiuno». La mano tesa è quella di padre Giovanni Piumatti, comboniano che gestisce una missione nel nord del Congo. Lui, che con la carità cristiana ogni giorno riesce a sfamare 900 bambini africani, quando ha saputo del gesto di Silvano Lancini, il benefattore che ha evitato il digiuno agli alunni di Adro, si è fatto subito avanti per sostenere, anche economicamente, la sua causa. E, paradossalmente, ma non troppo, per una volta la solidarietà arriva dai villaggi costruiti con le donazioni dei bresciani e il lavoro di tanti volontari. Padre Giovanni ha affidato a un’amica bresciana una lettera per «il benefattore di Adro». «Inviamo un contributo per pagare la mensa per un anno ad uno dei tuoi-nostri bambini—si legge nella missiva di padre Giovanni —. Sono soldi che molti amici dell’ Italia ci danno per l’Africa. Conoscendo bene i nostri amici sono sicuro che saranno contenti se ne invio una fetta lì, perché anche loro vogliono un mondo diverso: un mondo fatto più di ponti che di barriere».

Certo, le colline della Franciacorta non sono come le foreste di Kivu, né Adro è un paese sperduto del Congo. Ma per padre Giovanni la solidarietà non può conoscere latitudini né privilegiare un solo paese. Quindi ha messo mano al portafoglio per aiutare gli «amici bresciani con i quali ha condiviso tante gioie e fatto sorridere migliaia di bambini africani». Continua padre Giovanni: «A Brescia mi legano alcuni parenti e soprattutto padre Maggioni, il primo bell’esempio di missionario conosciuto in Congo. Senza dimenticare gli amici dentisti, quelli dello “smile mission”, che ci hanno costruito tre studi-laboratorio e vengono regolarmente a prestar servizio. Poi Marcello, vigile urbano, che le sue vacanze le ha fatte nel nostro villaggio come volontario. Ci sono tante “perle” anche da voi e il benefattore di Adro né è l’esempio più fervido. Sono sicuro che i miei ragazzi saranno fieri di questo gesto, come gli amici che ci hanno dato questi soldi come pegno di solidarietà e di giustizia. Anche a Adro un piatto caldo può regalare un sorriso a un bambino…».

Giuseppe Spatola – 22 aprile 2010

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