Archive for febbraio, 2010

febbraio 26, 2010

Banda Larga (su cavo) anche a San Felice

Arriva la banda larga in Provincia di Brescia grazie ad un investimento di cinque milioni e 300mila euro. La fibra ottica raggiungerà 24 comuni della provincia grazie agli interventi di Infratel: si prevede l’installazione di 25 centrali: 15 entro la fine del 2010 e 10 nel 2011.

I Comuni interessati dal prossimo intervento sono: Collio, Mura, Lodrino Pezzaze, Tavernole sul Mella e Casto in Valtrompia; Serle, Caino, Magasa e Capovalle in Valsabbia; Edolo in Valcamonica; San Felice del Benaco e Pozzolengo sul Garda; Ome in Franciacorta; Acquafredda, Visano, Bassano B., Cigole, Gambara, Isorella, Pavone Mella, Lograto, Maclodio, Castelcovati, Leno, Comezzano-Cizzago e Trenzano nella Bassa. Ricordiamo che ad Edolo, Caino e Leno è già presente l’Adsl Telecom.
(fonte: SOS tariffe news)

Operazione del Comune o della Provincia? Indipendentemente da chi porterà materialmente il servizio, speriamo almeno funzioni davvero e non sia un a nuova bufala!

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febbraio 23, 2010

mi si nota di più se vengo e mi metto in disparte o se non vengo per niente?

Nanni Moretti in ECCE BOMBO si interroga se partecipare o meno, ponendosi la celebre domanda “mi si nota di più se vengo e mi metto in disparte o se non vengo per niente?“. Io non ho questo dubbio. Sabato ho altri impegni e non sarò ne all’inaugurazione del parcheggio di San Giovanni ne all’incontro di Formigoni con gli amministratori locali. Non mi si noterà per nulla!

Perchè non parteciperò? Credo che dietro a questa iniziativa, cioè la manifestazione del Comitato Acqua Benaco programmata in occasione della visita di Formigoni, ci sia una grossa strumentalizzazione ed è un peccato che uno strumento limpido come un comitato di cittadini venga utilizzato per fini politici. Provo a metto in relazione queste due cose: 

“Vetturi visto che lei ha le palle e vede lontano….conto di vederla il 27 febbraio al parcheggio di Portese? Farà con noi, senza palle, l’uomo sandwich?” dal blog di Maurizio Molinari del 8 febbraio 2010

 “ciao David,
   ti scrivo in via confidenziale e non è assolutamente mi intenzione fare polemica alcuna con il comitato..ad ogni modo, avrei picere ad aver un po’ di chiarezza (più per curiosità che altro…).
Faccio un giro sui blog nostrani (un po’ in declino, mi pare) e vedo che il Comitato acqua benaco organizza una forma di protesta per sabato..cosa che non giudico e che cmq potrebbe esser un modo per non far cadere l attenzione dall argomento…
La domanda è sul modo…il comunicato, infatti, viene pubblicato solo sul blog di un personaggio che è notoriamente politicizzato (partiticizzato, direi), già amministratore nell amministrazione precedente (e, per questo, forse più responsabile dell amministrazione attuale su quello che è successo all acquedotto comunale), in ultimo, il suo post precedente a quello sulla manifestazione, è proprio di critica a Formigoni ed afferma che questo è ineleggibile…
Allora mi chiedo, a prescindere dai colori e dalle preferenze politiche, non è forse questo il modo migliore per mandar tutto in vacca e sputtanarsi agli occhi della gente??
Cosa ne pensi?? Ciao e a presto”
email personale (firmata) ricevuta ieri.

La mail sintetizza molto bene il mio pensiero e la mia decisione di non partecipare a nessuna manifestazione era già stata assunta da tempo. Speriamo almeno che le manifestazioni siano davvero due, una al Porto e una al Santuario, distinte e distanti.

febbraio 17, 2010

Acqua privatizzata? No, politicizzata

«Solo il 7% delle gestioni sono davvero in mano privata».

Il 20 marzo in piazza il popolo degli «scontenti» Un libro del giornalista Giuseppe Marino Acqua privatizzata? No, politicizzata «Solo il 7% delle gestioni sono davvero in mano privata». Il 20 marzo in piazza il popolo degli «scontenti» La privatizzazione dell’acqua non è andata giù a parecchi italiani. Tanto che il popolo degli scontenti si è dato appuntamento il 20 marzo a Roma per una manifestazione nazionale che vuole chiedere a gran voce al «palazzo» di fare un passo indietro e riportare le risorse idriche sotto il controllo pubblico.

MOVIMENTI E INIZIATIVE – I movimenti per l’acqua pubblica sono sorti spontaneamente un po’ dappertutto, dalla Lombardia, alla Toscana, al Lazio, alla Sicilia, contestano il forte aumento delle tariffe, lievitate del 47 per cento in dieci anni e invocano gestioni più aperte al dialogo con le comunità locali, accusando le aziende di voler lucrare su un bene essenziale. Ma un libro inchiesta in uscita in questi giorni, inquadra la questione sotto una luce diversa. Secondo l’autore, il giornalista Giuseppe Marino, a mettere le mani sull’acqua è stata una casta legata soprattutto alla politica. «Solo sette gestioni su cento sono davvero affidate ad aziende private – spiega Marino – oltre la metà parte è rimasto, senza gara d’appalto, a società interamente pubbliche. La parte restante è costituita da società miste in cui il socio privato è spesso rappresentato dalle ex municipalizzate, dunque aziende che non sono estranee, ancora oggi, all’influenza della politica».

LA CASTA DELL’ACQUA – La tesi del libro, (La casta dell’acqua, ed. Nuovi Mondi, 12 euro) è che il dibattito sulla scelta tra gestione pubblica e privata dell’acqua perde di vista il vero problema, l’assenza di regole e parametri che obblighino a una gestione sana dell’oro blu, e la mancanza di un controllore dotato di competenze e poteri di intervento per controllare chi ha in mano gli acquedotti e sanzionare disservizi e storture. La riforma varata nel ’94 ha diviso l’Italia in 91 zone grosso modo corrispondenti alle province e affidato questo compito agli «Ato», una sorta di mini-parlamentini formati dai rappresentanti dei comuni della zona. «Altre poltrone per politici locali – spiega Marino – che costano ai cittadini quasi 50 milioni di euro l’anno e si sono dimostrati incapaci di assolvere ai propri compiti. Nei consigli d’amministrazione delle società che avrebbero il compito di controllare ci sono esponenti della stessa maggioranza che nomina (e domina) gli Ato. E infatti, nonostante i disservizi, raramente dagli Ato arrivano serie contestazioni ai gestori».

IL BUCO NERO DELL’ACQUA – Eppure di buchi neri la gestione ne ha tanti: le bollette sono aumentate ma solo la metà degli investimenti sulla rete idrica sono stati realizzati. Dopo 15 anni dalla riforma che mirava a ridurre le perdite, queste sono ancora calcolate tra il 30 e il 40% (a seconda delle stime) considerando la dispersione dai tubi e l’acqua erogata ma non conteggiata per problemi amministrativi. Inoltre, molte aziende hanno accumulato indebitamenti di decine di milioni di euro. E questo vale sia per società pubbliche, come Gaia, che gestisce l’acqua nella zona di Massa Carrara, sia per quelle miste, come Acqualatina, gestore del Basso Lazio. In più si moltiplicano i tentativi di inserire nelle tariffe costi impropri, dallo scarico delle acque piovane a contributi per le comunità montane. E i “controllori” politici? «Avallano tutto o quasi -accusa Marino- come a Frosinone dove sono stati approvati aumenti retroattivi bocciati poi dal Coviri, la commissione di controllo che pure ha scarsi poteri. E così anche l’acqua è diventata di destra o di sinistra, a seconda della maggioranza che controlla l’Ato e ha piazzato i propri rappresentanti e consiglieri d’amministrazione in decine di poltrone. A volte costose come quelle dell’Arra, la siciliana Agenzia regionale rifiuti e acque alla cui guida è stato nominato il burocrate più pagato d’Italia, che percepisce intorno ai 550mila euro l’anno».

Paolo Ligammari (Corriere dalla Sera)
16 febbraio 2010

febbraio 10, 2010

San Felice Insieme

San Felice Insieme è un “nuovo” blog che racconta San Felice dal punto di vista civico, politico ed amministrativo.

In questi giorni il blog è ripartito alla grande con diversi spunti di riflessione e numerosi commenti. E’ una buona notizia!
Particolarmente interessante è il resoconto del Consiglio Comunale del primo febbario 2010, quello di approvazione del Bilancio 2010.

Ottimo lavoro… un bravo all’autore!

febbraio 2, 2010

Incontro medico su Gastroenteriti acute

Il prossimo giovedì 4 febbraio 2010 alle ore 21 nella Sala Consiliare del Palazzo ex Monte di Pietà di San Felice del Benaco si terrà una serata, organizzata dal Comitato Acqua Benaco, dal titolo

Gastroenteriti acute di comunità: domande e risposte

tenuta dai Prof. Alberto Lanzini, Dott.ssa ZaniniDott.ssa Ricci, Dott.ssa Bandera della Cattedra di Gastroenterologia dell’Università degli Studi di Brescia.