Archivio per ‘Verso il 2009’

maggio 9, 2009

Una candidatura nuova e fresca

Alle 12 di oggi è scaduto il termine per la presentazione delle liste per le prossime amministrative comunali. Ho appreso dal blog di Simone che alla fine si sono presentati “solamente” in quattro per concorrere alla carica di Sindaco di San Felice del Benaco.
Oggi è arrivato nella cassetta della posta il programma elettorale della prima lista denominata, con umiltà e riservatezza, FLORIOLI SINDACO.
Dopo 29 anni di vita politica macinata a San Felice (la sua prima elezione in consiglio comunale risale al 1980, due anni prima dei mondiali di Spagna ’82 di Paolo Rossi per intenderci) Florioli ci riprova.
Una candidatura nuova e fresca.
Una certezza: non fa per me!
marzo 25, 2009

Biondani Paolo e Vittorio Messori: "Che lago vuoi?"

Sul blog La Neve e La Nebbia ho trovato un breve video della serata di venerdì 23 gennaio svoltasi a Bardolino intitolata “Affarismo…speculazione… o… natura come risorsa e valore. Che lago vuoi?” con la partecipazione di Paolo Biondani e Vittorio Messori .

Credo che sia importante ascoltare cosa rischiamo quando scegliamo a chi dare in mano il futuro del nostro territorio.

marzo 22, 2009

No al consumo del territorio

Ciao, siccome non posso lasciare nessun commento sul tuo blog, lo faccio qui:
Hai fatto proprio bene ad inserire il video del Marco Boschini, caro altrafelice abbiamo lo stesso ed identico problema sia dalla tua sponda che dalla mia.
Speriamo che qualcuno la smetta di distruggere quel che rimane del nostro bel territorio, tra l’altro adesso che si awicinanano le amministrative qui nelle mie zone c’è un mercandaggio …. lasciamo perdere!
grazie per l’attenzione,

Andrea
http://lanebbiaelaneve.blogspot.com/

marzo 10, 2009

Il video di Marco Boschini a "Parla con me"

marzo 6, 2009

Banda larga. L’Italia dopo la Slovenia

Ho letto con interesse le proposte di Maurizio sulla Banda Larga (la foto utilizzata qui è la sua!!!) e come il tema sia entrato pesantemente nella campagna elettorale per le prossime amministrative.
Ho letto con ancor maggior interesse le riflessioni di chi sul tema ne capisce davvero qualcosa. Io sono un semplice profano che usa internet da ormai 15 anni per lavoro, per divertimento e per comunicare con le persone. Non ho la competenza tecnica di Maurizio o di altri.

Quello che però ho capito è che lo slogan “ADSL per tutti“, detto così è uno slogan e basta. Si potrebbe partire da una necessità reale (la copertura con banda larga del nostro territorio) per farla diventare una risorsa di competitività e di innalzamento della qualità della vita.

Oggi sul sito dell’ADUC leggo questa notizia:

Entro il 2015 tre quarti delle abitazioni tedesche avranno accesso alla banda larga con collegamenti a 50 Megabit al secondo. Ad affermarlo il cancelliere tedesco Angela Merkel durante la cerimonia di inaugurazione del Cebit, la fiera dell’Ict ad Hannover. E l’Italia? il sottosegretario allo Sviluppo Economico, con delega alle comunicazioni, Paolo Romani, ha annunciato, lo scorso anno, l’avvio dei lavori di una task force (quando c’e’ un problema che non si riesce a risolvere si annuncia sempre una task force) con l’obiettivo di coprire con la banda larghissima (oltre 20 megabit) tutti gli italiani entro il 2013. Sta di fatto che l’Italia e’ tra gli ultimi posti in Europa e ormai anche Spagna e Slovenia ci hanno superati, il Portogallo e’ un soffio alle nostre spalle e non ci sono risorse ne’ pubbliche ne’ private per creare una rete di nuova generazione in Italia. Insomma continueremo ad essere tra gli ultimi in Europa con la prospettiva di diventare definitivamente… ultimi.
marzo 5, 2009

Marco Boschini a Parla con Me

Ieri sera ho avuto modo di vedere (e sentire soprattutto!) Marco Boschini ospite di Serena Dandini a “Parla con me” su Rai 3.
Ha parlato di “Comuni virtuosi”, quei comuni che scelgono di amministrare in modo virtuoso il proprio territorio e la propria comunità.
Quei comuni che lo fanno davvero.


(Marco Boschini ospite a “Geo&Geo”)
febbraio 14, 2009

Europee, Mastella corre con il Pdl – ma anche a San Felice succede qualcosa di simile

“Il segretario dell’Udeur Clemente Mastella verrà candidato alle europee nella lista del Pdl. Lo rende noto un comunicato che formalizza le indiscrezioni dei giorni scorsi e nel quale si puntualizza che il sodalizio tra Pdl e Udeur verrà esteso anche alle elezioni amministrative in Campania, dove i due partiti presenteranno candidati comuni.”
Così recita il Corriere della Sera di oggi.
Il “cambio di casacca” è uno sport molto diffuso nel mondo politico italiano e pare che sia praticato anche nei piccoli comuni come il mio, San Felice.
Da parecchio tempo voci ben informate danno per conclamato il cambio di casacca per il futuro candidato sindaco del PDL che, non trovando appoggio nel PD, dopo trent’anni di militanza nel centrosinistra, ha scelto appunto di percorrere la via più facile verso la poltrona di Sindaco.

Invidio queste persone e la loro disinvoltura nel cambiare casacca a seconda di come gira il vento. Io non ho questa fortuna, la mia coscienza non me lo permette. Come li invidio!

gennaio 11, 2009

La questione morale e il PD … e altro

Forse è venuto il momento di ricordare a chi ci rappresenta così indegnamente a livello nazionale che siamo stanchi di assistere a questo teatrino vergognoso che ci rende ridicoli al mondo intero.
Abbiamo lavorato un anno intero per scrivere lo statuto e il codice etico e trovo ridicolo oggi vedere come entrambi siano completamente disattesi.
Partendo dal presupposto che fare politica è un servizio che si rende ai propri elettori e al partito a cui si appartiene, e non una attività necessaria perché prescritta dal nostro medico di fiducia, trovo assai semplice definire il comportamento di quei politici del PD che si trovano coinvolti in indagini della magistratura:
a) se si viene coinvolti in indagini per reati gravi è necessario in prima istanza auto sospendersi dal partito
b) se si arriva al rinvio a giudizio ci si dimette da tutti gli incarichi pubblici e di partito
c) se si è condannati in via definitiva si è automaticamente fuori dal partito
d) se si è assolti si procede al reintegro nel partito e si avrà nuovamente la possibilità di accedere ad incarichi pubblici.
Non c’è altro da dire. La questione morale è tutta qua. Molti diranno che questo è un discorso giustizialista io invece credo sia semplicemente una questione di assunzione di responsabilità.
Se davvero vogliamo dare al paese un segnale forte di cambiamento e di discontinuità questo è il comportamento che dobbiamo perseguire.
Chiedo ai nostri politici di spiegarci perché ogni giorno lavorino contro il PD e i suo futuro:
La Iervolino che registra gli incontri coi dirigenti del suo partito perché non si fida, che non si dimette nonostante alcuni componenti della sua giunta siano indagati per appalti truccati, per chi sta lavorando?
A Bassolino che continua a sostenere di rimanere per senso di responsabilità chiedo cosa mai potrebbe fare in questi pochi mesi che gli rimangono, uno che in venti anni di politica ai massimi livelli non è riuscito a risolvere i problemi di Napoli e della Campania (anzi forse li ha peggiorati)? Perché non si dimette?
A Mantini che si lamenta per la reazione di Fassino, non saprei che dire è talmente disarmante la sua ingenuità che mi chiedo chi lo ha eletto e messo nel posto che occupa. Dal resoconto del Corriere della Sera: “Mantini spiega che il problema nasce dal fatto che nell’intervista a “Libero” aveva contestato la gestione economica del partito perché, e ribadisce il suo ragionamento, siccome molti circoli del Pd sono nelle «ex sezioni dei Ds, che ora sono diventate proprietà delle fondazioni della Quercia, siamo al paradosso per cui il Pd paga i Ds, li finanzia, fa in modo che continuino ad esistere». Per Mantini questo è uno dei problemi per cui il Pd stenta a nascere.”
Non entro nella questione di chi ha torto o ragione dico solo che con gente simile le speranze di governare questo paese sono ridotte al lumicino.
Veltroni dove sei?
Un saluto democratico a tutti.
Massimo
Massimo (Balliana) mi aiuta a ragionare sul PD nazionale. Domani (lunedì 12) sera andrò al coordinamento del Circolo del PD di San Felice con quale spirito? Di questione morale a San Felice non si parla, ma …
Si tratterà di “trovare” un nuovo coordinatore. Si tratterà di proporre un candidato sindaco per le prossime amministrative dove i contendenti sono l’attuale sindaco uscente che ha amministrato con mediocrità perdendo strada facendo i pezzi migliori della sua squadra (ad oggi pare che nessuno dei consiglieri uscenti sia disposto a ricandidarsi, e se lo farà non sarà con lui) e il vecchio sindaco che, dopo 14 anni di amministrazione in prima persona, 10 passati da assessore e 5 da “semplice” consigliere comunale (solo perché la legge non gli consentiva di essere rieletto) vorrebbe riprovare l’ebbrezza di essere di nuovo lui a comandare (come se avesse mai smesso di essere il baricentro delle operazioni amministrative di San Felice in questi 5 anni!).
Con che spirito andrò????
dicembre 17, 2008

Cittadella del Garda

Grazie ad una segnalazione di Momo ho scoperto l’esistenza di un progetto per dar vita alla “Cittadella del Garda” una nuova unione dei Comuni che ci riguarda direttamente.
Da un lato la proposta è decisamente interessante e solletica la mia “visione salocentrica” del nostro pezzo di lago, dall’altra credo che l’Unione dei Comuni, che sia fatta con Salò e Gardone piuttosto che con Manerba Moniga e Padenge, sia una scelta poco felice.

Per chi fosse interessato il link è questo: http://www.perunanuovagardone.com/?p=116

Gentile Amministratore,mi chiamo Stefano Ambrosini e le scrivo da un comune del Lago di Garda il cui nome è Gardone Riviera.Ho fondato un piccolo gruppo di giovani che cercano di proporre idee innovative e proposte per il bene comune delnostro paese che sta avendo un certo seguito.
Mi rivolgo a lei, prendendo in causa la partecipazione del suo comune ad un’ente territoriale quale l’unione di comuni, perchiedere informazioni riguardo ad una sua valutazione personale e istituzionale sul suddetto ente.
Si parla nel nostro comune di istituire una sorta di Unione di Comuni nata dal progetto di unione dei comuni ideata da Gabriele D’Annunzio, noto storicamente con il nome di “cittadella del garda/benàco”, (probabilmente in origine pensata dal poeta come una vera e propria fusione) di Gardone Riviera e Salò.
Il progetto attuale di cui si parla è invece allargato ad un bacino più largo con l’introduzione di altri due comuni quali S.Felice del Benaco e Roè Volciano riunendo in questo modo una popolazione di circa 20000 abitanti.
Balzando all’occhio le indubbie potenzialità di un unione dei comuni come ente sovracomunale che puo’ presentarsicome un organismo più importante e rappresentativo, la cittadinanza gardonese ha posto numerosi dubbi riguardantila possibilità che i servizi erogati da un’unico ente possano privilegiare i comuni dal bacino di utenza maggiore (nel nostro caso Salò rappresenterebbe da solo il 50% della popolazione dell’unione) creando quindi una bilancia di servizi in debito per i comuni più piccoli.
Visto la vostra esperienza le chiedo se gentilmente foste in grado di darci un’opinione da persona informata sui fatti in un’esperienza analoga quale l’unione dei comuni alla quale partecipate soprattutto sia dal punto di vista dell’amministrazione,ma anche dal punto di vista del gradimento del cittadino e dell’erogazione dei servizi forniti dal nuovo ente.
Ringraziandola infinitamente per il tempo a me dedicato, Rimango in attesa di una sua cordiale risposta.

Stefano Ambrosini – Comitato “Per una nuova Gardone Riviera”

novembre 11, 2008

San Felice parla di San Felice – 2

Riporto in questo post l’intervento di Michela Tiboni in apertura della serata dedicata a San Felice svoltasi questa sera, 11 novembre 2008.

Questa serata è stata organizzata da me e David Vetturi, mio marito, a titolo personale.
Non si tratta dunque di un’attività che si colloca nell’alveo delle attività del Partito Democratico, di cui peraltro io e David facciamo parte.
David infatti ha operato in prima persona affinché anche a San Felice vi fosse un circolo del PD e fa parte del direttivo di circolo.
Io vi faccio parte di diritto, essendo consigliere comunale e fondatore del PD.
Questo perché sia chiara la nostra militanza politica in un’area ben precisa.

Ma vorrei che fosse altrettanto chiaro che questa serata non è organizzata dal PD. È una serata che vuole essere aperta a tutti, al di là degli schieramenti politici. Aperta a tutti coloro che vogliono essere parte attiva del processo di governo locale.

Il motivo che ci ha spinto ad organizzare un incontro dedicato a San Felice è da ricercarsi nella volontà di ripartire da dove ci si era lasciati ormai più di due anni fa.
In occasione dell’avvio del PGT io rivestivo il ruolo di assessore all’urbanistica e avevo fortemente voluto degli incontri di ascolto, organizzati per tematiche, in cui ci eravamo chiesti “Quale sviluppo per San Felice?”.
Io vorrei proprio ripartire da lì, cercando di riprendere un filo con la comunità di San Felice, un filo che a mio avviso, proprio su questi temi, l’amministrazione comunale non ha voluto continuare a tessere, ma anzi ha spezzato.
Mi si dirà che ciò non è vero, che sono stati adottati sistemi diversi di comunicazione e partecipazione, che la partecipazione si fa anche incontrando i cittadini in piazza e al bar.
Io credo che certi discorsi meritino una riflessione un po’ più profonda di quella che può nascere davanti ad un aperitivo.

La serata di oggi non vuole però essere finalizzata ad una discussione attorno al PGT; ha l’ambizione di puntare più in là, iniziare ad allargare il discorso ai temi che riguardano il nostro territorio e la nostra comunità.
Se poi il discorso andrà a cadere sul Piano di Governo del territorio, ben venga; io sono la prima a credere nella centralità di questo strumento, che non è più, come lo era il PRG, solo uno strumento di conformazione dei suoli; è, come dice il nome stesso, uno strumento per governare.

Le tante voci che si sono levate contro la proposta di PGT che l’amministrazione comunale ha presentato sono una dimostrazione dell’interesse dei sanfeliciani nei confronti del proprio territorio.
Se si avesse avuta l’umiltà di portare avanti quel processo di partecipazione e condivisione delle scelte avviato con gli incontri di ascolto, probabilmente il risultato in termini di consenso sarebbe stato diverso.
Come vi dissi proprio in occasione di quegli incontri, io ero assolutamente consapevole del fatto che non si sarebbe comunque mai arrivati ad un piano che potesse star bene a tutti.
Questo perché gli interessi sono inevitabilmente diversi e anche contrastanti.
Ma perlomeno al piano ci si sarebbe arrivati con un processo condiviso.

Ed è proprio con un approccio di questo tipo che vi propongo di avviare un cambiamento.
Tra 9 mesi andremo a votare per le amministrative.
A questo appuntamento ci possiamo arrivare in due modi.

Qualcuno può decidere di sciogliere le riserve, di candidarsi, dicendo che la squadra la farà lui, scegliendo lui le persone giovani e nuove che costituiranno questa squadra, accanto ad alcuni esperti della vecchia guardia e dicendo che il programma c’è già.
Questo può essere un approccio, che io per evidenti ragioni non condivido.

Un altro approccio può consistere nel lasciar da parte le questioni legate ai nomi e alla lista, e partire invece dal cercare insieme una risposta alla domanda “Che cosa vogliamo per San Felice e per la nostra comunità?”
Confrontarsi dunque sui diversi temi di cui un’amministrazione comunale si occupa, costruire insieme un programma di lavoro per i prossimi cinque anni.
E, soprattutto, aprire, come già vi ho detto, a tutti coloro che vogliono essere parte attiva nel governo locale. A tutti coloro che hanno voglia di confrontarsi su temi quali le politiche urbanistiche, le politiche per il turismo, le politiche sociali, le politiche giovanili…. Non certo con l’obiettivo di trovarci tutti d’accordo, ma di far emergere le diverse posizioni, le idee che ciascuno di noi ha su questi temi.
Io credo che il confronto possa aiutare tutti a crescere, a capire le ragioni dell’altro, a trovare insieme un modo per risolvere le conflittualità.

A tal proposito, vorrei sottolineare il fatto che vi sono tanti modi di essere parte attiva.
C’è chi è attivo perché ha un ruolo istituzionale, di sindaco, assessore, consigliere comunale o membro di una commissione, ma c’è anche chi è attivo perché prende parte ad un confronto costruttivo come quello che vogliamo proporvi.
Per intenderci, vorrei che fosse ben chiaro che quello che vi stiamo chiedendo oggi non è di entrare a far parte di una lista che si presenterà alle prossime amministrative.

Vi stiamo proponendo di chiedervi cosa vorreste che fosse la San Felice del futuro, o cosa non vorreste che fosse.
Questa vuole essere la prima serata, fatta alla luce del sole, di una serie che speriamo lunga e proficua.

Se poi lavorando insieme ci renderemo conto che ci sono anche le forze per trasformare questo nostro essere attivi in qualcosa di più, ben venga. Se troveremo al nostro interno una persona che può avere le forze, il tempo, ma soprattutto il carisma per essere il nostro candidato sindaco, allora avremo lavorato con lui e per lui. E allora costruiremo insieme la sua squadra.
Soprattutto, avremo sperimentato che anche se si hanno idee diverse, il metodo deve essere uno solo: quello del confronto e della discussione.

Non abbiamo ricette preconfezionate per un buon governo locale. Abbiamo alcune idee che vorremmo condividere con voi, e soprattutto vi proponiamo di provare a percorrere insieme questo cammino.
Ciò che vi proponiamo è un qualcosa a cui siamo giunti dopo l’esperienza che ci ha visti, in maniera differente, coinvolti nel governo di San Felice in questi ultimi anni.
Un’esperienza che a nostro avviso ha avuto tra le sue criticità maggiori proprio l’assenza di partecipazione.
La quasi totalità dell’amministrazione attuale ha sempre creduto che, siccome è stata eletta, allora sa ciò che è bene o ciò che è male per la comunità di San Felice, e non serve confrontarsi con essa, e neanche informarla di ciò che si è fatto o si vuole fare.
Io credo che questo atteggiamento arrogante faccia a pugni con ciò che, nel 2004, durante la campagna elettorale, più cittadini avevano chiesto, quando avevano detto “però non aspettate le prossime elezioni per farvi risentire”.
Io questo lo lessi come un chiaro appello a voler essere parte attiva del governo di San Felice, da parte di chi non sta in prima linea ma non per questo non ha il diritto di essere ascoltato, soprattutto quando si devono fare scelte importanti.

Riallacciandomi dunque a ciò che vi dicevo prima, l’eventuale squadra che dovesse nascere alla fine di questo percorso, dovrà essere fatta da chi lavorerà in prima linea, ma anche da chi lavorerà nelle retrovie.
E il lavorare insieme seguirà lo stesso metodo della partecipazione e del confronto che vi stiamo proponendo questa sera, ed in questo starà la forza della squadra. In questo starà la sua capacità di superare insieme i momenti difficili che inevitabilmente un’amministrazione incontra. E ve lo dico per esperienza diretta, non per sentito dire.

Allora, se siete d’accordo, cominciamo!

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