Archivio per ‘GoodNews’

febbraio 21, 2012

Rapporto causa-effetto

Segnalo ai lettori del mio blog due eventi che non hanno alcuna relazione di causa-effetto fra di loro.

Evento 1: il giorno 6 febbraio 2012 scrivo al Sindaco e all’Assessore ai Lavori Pubblici per sapere notizie circa la realizzazione da parte dei privati di due interventi di opere a favore della viabilità. (lettera del 6.2.2012)

Evento 2: il giorno 16 febbraio 2012 iniziano i lavori (almeno la tracciatura a terra) per la rotatoria in via Zublino. Immagino si drirà lavori programmati da tempo!

novembre 16, 2011

Nuovo governo

Oggi Mario Monti ha formato il nuovo governo. Tre donne in ministeri importanti, tanti docenti universitari. Un ex-Rettore di una Università pubblica (politecnica per giunta!, ingegnere!!!) al Ministero dell’Istruzione e dell’Università. Speriamo che non sia solo un fuoco di paglia.

novembre 11, 2011

That’s all, folks

La copertina dell’Economist saluta in nostro Presidente del Consiglio. Speriamo sia davvero la fine di un’epoca e non nun arrivederci!

giugno 13, 2011

Referendum

Anche a San Felice è stato superato il quorum con 1393 votanti su 2614 abenti diritto (53.3%), un bel risultato di democrazia.

Per i quattro referndum i risultati sono stati:

  • Refrendum 1 (Privatizzazione Acqua) 1293 SI (94.2%) e 79 NO (5.8%)
  • Refrendum 2 (Tariffa Acqua) 1301 SI (94.7%) e 73 NO (5.3%)
  • Refrendum 3 (Nucleare) 1278 SI (93.3%) e 92 NO (6.7%)
  • Refrendum 4 (Legittimo Impedimento) 1265 SI (93.1%) e 94 NO (6.9%)


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ottobre 19, 2010

Piedibus a Padenghe

A Padenghe è partito ieri il primo viaggio del Piedibus. Sabato a mezzogiorno mi sono imbattuto nelle linee Rosse e Gialla del nostro pedibus (quello di San Felice) che è partito nel gennaio 2006. I bambini di allora sono ormai ragazzi. Alcuni vanno alle medie, altri alle superiori. Gli accompagnatori che ho visto invece sono sempre gli stessi. Questo fa un poì di tristezza.

Zainetti in spalla, tutti in fila e via tutti verso le lezioni. Anche a Padenghe domattina alle 7.35 puntali parte il Piedibus, un modo sano, sicuro e divertente per andare a scuola. Il servizio sarà gratuito, il che sembrerebbe essere cosa ovvia, ma non lo è: in alcuni paesi, a causa della ristrettezza economica, si paga. Qui no.
I bambini, solo quelli della scuola elementare, saranno accompagnati da personale adulto, nell’eventualità anche da genitori volontari.
L’iniziativa è stata voluta dall’assessore all’istruzione e cultura Luisella Girardi, che ieri ha incontrato in municipio i genitori per presentare gli accompagnatori, illustrare gli ultimi dettagli e consegnare il giubbetto catarifrangente, offerto da una ditta locale.
Per ora sono attivi due percorsi: la linea Villa e la linea centro. Per ora il viaggio accompagnato riguarda la sola andata, ma, se il riscontro sarà positivo e con crescenti richieste, il Piedibus sarà esteso ad altri percorsi e con il ritorno da scuola a casa. A tutti si chiede puntualità e comportamento responsabile.
L’amministrazione così mira a diminuire il traffico nella zona scuole, far compiere ai bambini attività motoria, responsabilizzarli con conseguente crescita dell’autostima, favorire la socializzazione e il dialogo (anche tra genitori) e far risparmiare tempo e costi alle famiglie. Questo si inserisce in un processo di educazione a stili di vita ecocompatibili: Palazzo Barbieri ci tiene e per il Piedibus investe 8.200 euro.
L’iniziativa era stata annunciata quasi un anno fa: oltre a risolvere certi ingorghi di auto, i bambini si abituino a essere autonomi, ma in compagnia.E.GR.

BresciaOggi didomenica 17 ottobre 2010 – pag. 21

settembre 23, 2010

Quei diavolacci di Caterpillar


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Ieri sera, rientrando a casa in auto, ho ascoltato alla radio quei diavolacci di Caterpillar che proponevano di allenarsi per il “campionato mondiale di pendolari in bici”, così oggi mi sono lanciato andando in ufficio pedalando.

Ho un pò barato perchè sono partito da Gavardo, ma ho fatto andata e ritorno per oltre 50 km. Spero proprio che questa non sia l’unica volta e che da qui a dicembre riesca ad andare al lavoro in bici almeno due volte alla settimana.

aprile 14, 2010

Oppure tu sei invidioso perché io sono buono? Mt. 20, 15

Il caso di Adro dove il sindaco decide di escludere dalla mensa della scuola elementare i bambini le cui famiglie, in gran parte immigrate, non pagano la retta, è un caso complesso e articolato dove si mischiano insieme tanti temi e ciascuno meriterebbe una lunga riflessione.

Provo a abbozzare alcuni temi riflessioni per titoli, in ordine sparso:

  • non è corretto utilizzare elasticità sul pagamento del servizio mensa come ammortizzatore sociale;
  • è inaccettabile uno Stato, una Regione, una Provincia, un Comune dove non si affronti il problema concreto di chi non arriva a fine mese e non riesce a pagare la retta della mensa scolastica del figlio; dove sono finite le politiche sociali???
  • è vergognoso utilizzare i bambini per prove tecniche di razzismo;
  • è vergognoso essere razzisti nel 2010;
  • è encomiabile e straordinariamente umano il gesto di un cittadino che, vergognandosi del comportamento dei suoi amministratori locali, paga il debito di tutte le famiglie debitrici verso il comune;
  • è toccante la lettera che scrive per spiegare il suo gesto;
  • è disdicevole la reazione stizzita di quelle famiglie che, in regola con i pagamenti, trovano ingiusto il comportamento del cittadino benefattore.

Mi piacerebbe che chi si trovasse a leggere il mio blog leggesse e riflettesse sulla lettera del cittadino di Adro che qui riporto, ma parto proprio dall’ultima considerazione e da questo articoletto apparso sul sito de Il Sole 24 Ore per fare alcune considerazioni un poco più estese.

Dopo che i debiti delle famiglie morose sono stati saldati dal loro concittadino, alcune famiglie si sono trovate spiazzate vedendo vanificato (o solo rinviato) lo spirito razzista del loro primo cittadino: “Le madri che hanno pagate le rette non ci stanno. Tirano fuori argomenti di legge, vestono la stizza di tecnicismi. La mensa non è un servizio, accedervi non è obbligatorio. C’è qualcuno che ha pareggiato i conti con il suo portafoglio, a titolo di beneficenza? Non doveva. Perché, sottintendono, così si distruggono le regole”.

Come si sa al mondo non c’è mai nulla di nuovo, allora mi viene in mente una parabola narrata nel Vangelo di Matteo (Mt. 20, 1-16). Il padrone chiama gli operai a lavorare nella sua vigna, concordando con ciascuno il compenso e pagando a fine giornata esattamente quanto concordato. Ma chi ha lavorato di più si aspetta di più e quindi non è contento e si lamenta perché il padrone ha, secondo lui, pagato troppo chi ha lavorato poco. La risposta è perentoria: “Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.

Come conclude il commentatore de Il Sole 24 Ore: c’è un paese che, di fronte alla generosità, perde la bussola.

Lettera Cittadino Adro

Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film “L’albero degli zoccoli”. Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene. E’ per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica. A scanso di equivoci, premetto che:

  • Non sono “comunista”. Alle ultime elezioni ho votato per FORMIGONI. Ciò non mi impedisce di avere amici di tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona.
  • So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, ma lo chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell’educazione.

Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell’Ucraina. Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l’insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male.

I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, ma potrei portare molti altri casi.

Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo? Che non mi vengano a portare considerazioni “miserevoli”. Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino..)

Ma dove sono i miei sacerdoti. Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo? Vorrei sentire i miei preti “urlare”, scuotere l’animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il “commercio”.
Ma dov’è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare “partito dell’amore”. Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l’Italia. So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti “compagni che sbagliano”.

Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle loro famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case. Non vorrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) venga dalle tasse del papà di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1200 euro mese (regolari).

Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l’amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono, e dove vanno? Ma quanto rendono (o quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30.000 metri cubi del laghetto Sala.
E i 50.000 metri della nuova area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto? Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? E’ già successo nella storia e anche in quella del nostro paese.

Il sonno della ragione genera mostri.

Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando nonpagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche.

Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro. Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli.

E chi semina vento, raccoglie tempesta!

I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L’età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quel giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi? E se non ce lo volessero più cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso.
E’ anche per questo che non ci sto.
Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani.

Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all’uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per l’amministrazione. In tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l’anno scolastico 2009/2010. Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno o vorranno pagare il costo della mensa residuo resterà a mio totale carico. Ogni valutazione dei vari casi che dovessero crearsi è nella piena discrezione della responsabile del servizio mensa.

Sono certo che almeno uno di quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varrà la spesa. Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del “grande fratello”.

Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie. Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo.
Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo. Posso sopportarlo. L’idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce. Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di credito c’è, ma solo per tutto il resto.

Un cittadino di Adro

aprile 13, 2010

Punto Giovani a Portese

In attesa che qualcosa d’altro a San Felice accada accontentiamoci dell’inaugurazione del Punto Giovani sabato 17 aprile 2010 – ore 18.00 a Portese.

marzo 16, 2010

Campagna elettorale colorata

La campagna elettorale per le regionali è iniziata da parecchio tempo. I candidati più agguerriti hanno tappezzato l’intera provincia con le loro faccione spendendo parecchie migliaia di euro. Le benedette preferenze invocate da tanti si traducono in una spesa incredibile per essere eletti. Per guardare in casa d’altri penso a quanto hanno speso i candidati della PDL, Parolini, Peroni, Ligasacchi e Nicoli Cristiani per contendersi i 2 (forse 3) posti in regione e non voglio nemmeno sapere dove hanno preso i soldi per fare questo.

Al contrario trovo molto allegra, colorata, divertente, sobria e interessante la campagna elettorale di Laura Venturi (sito internet) , candidata nelle liste del PD nella nostra provincia.

Ieri mi sono arrivati questi due inviti per L’aperitivo in Rosa (oggi 16 marzo) e una giornata di gioco e riflessione dedicata ai bambini e al futuro (sabato 20).

Mi sembra una campagna elettorale diversa, credo anche migliore.

gennaio 21, 2010

Acquisti solidali con i GAS – incontro a Villanuova

Acquisti solidali con i “Gas”  di c.f. (da: VallesabbiaNews)
Questo venerdì sera a Villanuova si terrà un incontro per presentare i Gruppi di Acquisto Solidale (GAS), una modalità alternativa di fare la spesa.

È una modalità di acquisto alternativa alla spesa nei negozi e nei supermercati tradizionali. Si tratta dei G.A.S., acronimo che sta per Gruppi di acquisto solidale, e sono realtà che si stanno diffondendo sempre di più.

Consistono in gruppi di persone che si autogestiscono per fare degli acquisti insieme, per trovare occasioni di risparmio, ma soprattutto rivolgersi direttamente ai produttori, costituire così una filiera corta, con un riguardo particolare all’ambiente, al biologico, e ponendo anche attenzione alla giusta remunerazione dei produttori.

Oltre che ad essere una modalità diversa di fare la spesa è anche un diverso approccio di fare acquisti.
In provincia di Brescia si contano già una ventina di Gas strutturati, e altrettanti informali. Per capire di più come funziona, come si organizza e le finalità che si propone un Gas, l’Amministrazione comunale di Villanuova ha organizzato un incontro questo venerdì sera, 22 gennaio, alle 20.30 nella sala consigliare.

Ad illustrare questa modalità di fare acquisti saranno i membri del Gas “La Formica”, che porteranno anche la loro testimonianza.

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