Archivio per ‘Fiato sul collo’

febbraio 21, 2012

Rapporto causa-effetto

Segnalo ai lettori del mio blog due eventi che non hanno alcuna relazione di causa-effetto fra di loro.

Evento 1: il giorno 6 febbraio 2012 scrivo al Sindaco e all’Assessore ai Lavori Pubblici per sapere notizie circa la realizzazione da parte dei privati di due interventi di opere a favore della viabilità. (lettera del 6.2.2012)

Evento 2: il giorno 16 febbraio 2012 iniziano i lavori (almeno la tracciatura a terra) per la rotatoria in via Zublino. Immagino si drirà lavori programmati da tempo!

febbraio 19, 2012

Paludi o non paludi? (2)

Alle Paludi ci sarà in nuovo municipio o no? Oltre un anno fa già questa ambiguità non era stata sciolta (leggi qui) e il nostro sindaco si era speso in una intervista andata in onda su TeleTutto circa l’effettivo spostamento del municipio nella nuova sede alle Paludi. Ora si continua a negare e “far trapelare”.

Spassosi sono i due articoletti apparsi nei giorni scorsi sul Giornale di Brescia (15 e 16 feb. 2012). Nel primo il giornalista si lascia sfuggire che nella nuova costruzione (di cui si parlerà martedì in un incontro pubblico) troverà sede anche il nuovo municipio. Cito testualmente:

Un’operazione urbanistica che secondo le prime stime potrebbe essere valutata in 3,5 milioni di euro, ai quali andrebbero aggiunti altri 2 milioni per dare attuazione all’ipotesi del nuovo municipio.

Aveva forse mangiato pesate l’articolista per “sognarsi” ipotesi di spostamento del municipio e 2 milioni di euro di spesa? Non credo, anche perchè il giorno dopo si deve smentire e lo fa con un virgolettato della nota della nostra amministrazione:

La presentazione dell’ipotesi progettuale del nuovo parco urbano e del centro polifunzionale – recita la nota – come da bando di gara pubblica europea per tale progettazione, non comprende ne prevede alcuna ipotesi di trasferimento del Municipio o costruzione di un nuovo Municipio, ma verterà sulla presentazione dell’ipotesi progettuale del nuovo Parco pubblico urbano e del centro polifunzionale (Auditorium, sala per la terza età e spazi per le associazioni).

Evidentemente oggi si vuole raccontare solo di come verranno spesi oltre 3 milioni e mezzo di euro (7 miliardi di lire!!!) per il centro polifunzionale ma non si vuole dire quello che davvero si vuole fare, cioè spendere oltre 4 miliardi (arrivando così a 11 miliardi di lire!!) per spostare anche il Municipio.

Caro Paolo, smettila di raccontare palle e spiega davvero, se ne hai il coraggio, cosa vorrai fare e quanto ci indebiterai per i prossimi anni!!!

dicembre 4, 2011

Caro presidente no, così non va

Il nuovo governo al banco di prova. Falsa partenza o delusione cocente?

Caro presidente,

      Lei conosce perfettamente l’importanza storica per il nostro Paese e per l’Europa (oseremmo dire per il mondo intero) delle decisioni che il suo governo oggi assumerà. Dobbiamo confessarle, con tutto il rispetto per il compito difficilissimo che Lei sta svolgendo, che le indiscrezioni che leggiamo sui giornali ci preoccupano e speriamo davvero che Lei e il Suo governo le smentiscano con i fatti. Quattro erano i punti che a noi parevano essenziali. Primo, per quanto riguarda i conti, ridurre le spese, più che aumentare le tasse. Secondo, preoccuparsi non tanto del saldo della manovra, ma della sua qualità, soprattutto guardando agli effetti sulla crescita. Terzo, dal punto di vista del metodo e del significato politico (anche questo importante) abbandonare la concertazione, perché comunque a quel tavolo non hanno accesso i giovani e chiunque non ha rappresentanza. Infine attaccare senza esitazioni i costi della politica e chiudere i mille canali che consentono di evadere le tasse. Insomma, dare un segnale netto. Leggiamo invece che dopo i passi iniziali, che sembravano assai incoraggianti, la manovra si sta delineando secondo le solite modalità: aumenti di imposte, pochissimi tagli, incontri con le cosiddette parti sociali (cioè concertazione), nessuna riduzione dei costi della politica.

Punto primo. Tutti gli studi (sia accademici che del Fondo monetario

settembre 23, 2009

La restaurazione e il nuovo assessore esterno

Restaurazione Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

La Restaurazione, sul piano strettamente storico-politico, è il processo di ristabilimento del potere dei sovrani assoluti in Europa, ossia dell’Ancien régime, in seguito alla sconfitta di Napoleone. Essa ha inizio nel 1814 con il Congresso di Vienna, convocato dalle grandi potenze per ridisegnare i confini europei.

In senso più ampio, per Restaurazione si intende il movimento reazionario teso a contrastare le idee della Rivoluzione francese, diffuse in tutta Europa dagli eserciti napoleonici. Da questo punto di vista, essa si presenta come un fenomeno che trascende il piano puramente politico per estendersi a quello culturale.

Ora con l’affidamento all’Arch. Buzzi dell’incarico della redazione del PGT da parte della nuova amministrazione la restaurazione è partita, ovvero è partito il “movimento reazionario teso a contrastare le idee della Rivoluzione francese proposta di rinnovamento tanto sbandierata in campagna elettorale.

Anche il mistero del quarto assessore esterno è stato risolto: come ai tempi di Florioli l’assessore all’urbanistica avrà ufficio a Roè Volciano. Manca solo l’ufficializzazione in consiglio comunale dopo l’aggiustamento dello statuto.

Impeccabile la coerenza del Vice-Sindaco anti-rotonde che per 10 anni si è spesa contro Buzzi dal banchi della minoranza (qualcuno ricorda ancora i volantini sulla variante ordinaria al PRG made in Buzzi’s Studio firmati anche da Simona Robusti dal titolo “Quale amore per il territorio?”?), ora lo sceglie come estensore del suo PGT. Brava!

 Dopo la magra figura fatta da Paolo Rosa & C (ovvero le belle statuine del gruppo di maggioranza). all’assemblea sul “caso acqua” questo è il secondo passo falso.

Aspettiamo fiduciosi il terzo! Che sia l’incarico per le altre consulenze urbanistiche al medesimo professionista?

Non sarebbe stato più facile avere degli amministratori competenti (senza consulenti quindi) piuttosto che spendere soldi pubblici per l’incompetenza dei nostri amministratori?

Ciascuno potrà rispondere secondo propria coscienza anche a questo interrogativo, perché le responsabilità di questa situazione sono sicuramente da ascrivere a tante persone!

marzo 2, 2009

Trasparenza … magari!

Mi è capitato oggi di visitare il sito del Comune di Chiari, comune amministrato dalla Lega Nord.
La cosa che mi è balzata agli occhi subito è stata la presenza, in bella mostra sul sito, del link a TUTTE le deliberazione della Giunta, del Consiglio Comunale e le Determinazioni.
Rilevante è anche la presenza sul sito di TUTTE le registrazioni delle sedute Consiglio Comunale, lasciando la possibilità a chiunque di ascoltare, riascoltare e riascoltare ancora cos avviene in quella sede.
Ma vengo a noi. A San Felice esiste qualcosa di simile? Evidentemente no. Scrissi sul mio blog ad agosto 2007 della “Scomparsa dei fatti” ovvero la sistematica e puntuale cernita di cosa è bene pubblicare sul sito del comune e cosa e bene non far emergere.
Evidentemente non esistono motivazioni di carattere legale e normativo a limitare la pubblicazione degli atti. Se così fosse mi chiedo come il Comune di Chiari “si permetta” di avere così a cuore la trasparenza in barba alla normativa? Evidentemente nessuna norma afferma che gli amministratori non debbano rendere conto, nella forma più ampia possibile, dei propri atti amministrativi ai cittadini.
Il fatto è di rilevanza politica e non giuridica. Come mai, al contrario di quello che avviene a Chiari, un’amministrazione comunale sceglie di NON rendere accessibili alcune informazioni? Evidentemente ritiene politicamente che l’accesso alle informazioni da parte dei cittadini non sia una priorità. La mia affermazione è un fatto politico.
Fatto politico è infine la piena e consapevole violazione dello spirito dello statuto del nostro Comune ove, all’articolo 41 comma 2, afferma “L’Ente deve … avvalersi … anche dei mezzi di comunicazione ritenuti più idonei ad assicurare il massimo di conoscenza degli atti.
Il verbo utilizzato da chi ha voluto lo statuto è DOVERE e non POTERE.
ottobre 22, 2008

Unione dei Comuni della Valtenesi

“L’Unione dei Comuni è la benvenuta se non costa un solo euro in più ai cittadini.”
Ho cercato di sintetizzare la frase di Cavalli, Presidente della Provincia di Brescia, all’incontro che si è svolto ieri sera a San Felice del Benaco sul tema del Federalismo Fiscale.
Come dicevo nel post precedente la creazione dell’Unione dei Comuni della Valtenesi mi lascia molto perplesso, per usare un eufemismo.
Perché?
Parto dall’inizio: qual è la finalità di unire le proprie energie fra comuni? E’ quella di trovare economie di scala che permettano di gestire in modo migliore (più efficiente e più efficace) un certo numero di servizi ai cittadini e al territorio.
Su questo sono pienamente d’accordo; è una affermazione di buon senso che è difficile scardinare.
Serve davvero l’Unione dei Comuni per fare questo?
Assolutamente no, e porto alcuni esempi per spiegarmi e per essere concreto.
Il sistema bibliotecario è gestito in modo associato da anni. I comuni collaborano in una rete che copre tutta la provincia senza aver dato vita ad alcun struttura amministrativo/organizzativa diversa da quelle che avevano prima. Recentemente si è allargato il Sistema Bibliotecario della Valtenesi con l’ingresso accanto ai sei comuni dell’Unione, anche di Puegnago e Calvagese. Evidentemente si può collaborare e fare sistema fra comuni senza dover avere un consiglio nuovo (quello dell’Unione dei Comuni), senza un Presidente, senza Assessori.
Polizia Locale: ben prima dell’allargamento a sei dell’Unione dei Comuni la Polizia Locale veniva gestita in modo associato dei comuni. Cosa ha aggiunto l’essere nell’Unione dei Comuni.
Isola Ecologica, gestita e realizzata da GardaUno, è in consorzio con Salò e Puegnago
Catasto: la competenza è ora dei comuni che la gestiscono in forma consorziata senza dare origine a nessun nuove ente.
Metrologia Legale: la verifica metrologica degli strumenti è di competenza comunale e viene gestita in modo associato da più comuni , anche qui senza dare origine a nessuna Unione.
E così si potrebbe continuare.
Mi si dirà che grazie all’Unione dei Comuni abbiamo il Difensore Civico. Palle! Si poteva avere benissimo anche senza Unione dei Comuni. I servizi gestiti in forma associata si possono fare benissimo senza dover moltiplicare le poltrone a disposizione dei politici locali.
Al contrario non è vero che l’Unione di Comuni non costa nulla. Non è vero!
Ecco alcuni esempi: con deliberazione n. 15 del 29.06.2008 è stato sostituito il Revisore dei Conti per l’Unione dei Comuni a cui va un compenso annuo di 8240 Euro + IVA + contributi previdenziali.
Ma il bello è scoprire come nell’ultimo Consiglio Comunale di San Felice del Benaco (29.09.2008) sia stata deliberata una variazione di bilancio di 3.200 € che verranno trasferiti all’unione come quota in capo al nostro comune per finanziare una consulenza ad un professionista o ad una società che si occuperà di chiedere un finanziamento regionale a copertura dei costi di funzionamento dell’Unione dei Comuni.
Mi spiego meglio: io ente pubblico pago una consulenza ad un privato perché mi aiuti a chiedere soldi pubblici per far funzionare una cosa che non serve.
Usiamo soldi dei cittadini per chiedere soldi alla Regione per poter far funzionare l’Unione.
Ovviamente se la Regione finanzierà tutto questo il comune rientrerà anche della spesa sostenuta per pagare la consulenza.
Ma la Regione non siamo ancora noi? Le risorse della Regione non sono ancora risorse nostre?
Ma di queste cose quasi nessuno parla!

Bibliografia (linkeria) essenziale:
- Tutti gli atti amministrativi dell’Unione dei Comuni;
- Sulla storia dell’Unione dei Comuni: parte 1, parte 2 e parte 3
ottobre 13, 2008

Operazione fiato sul collo

Fiato sul collo

Beppe Grillo ne ha pensata un’altra: si chiama operazione “Fiato sul collo” ovvero una serie di azioni per fare in modo che si sappia cosa avviene nel Consiglio Comunale dei comuni italiani. Riprendere le sedute del Consiglio Comunale di San Felice del Benaco è espressamente vietato dal Regolamento del Consiglio Comunale per i “semplici cittadini” e per i consiglieri (art. 36 comma 4).
Nell’ultima adunanza del Consiglio (29.09.08) c’erano numerosi argomenti su cui informarsi, ma il pubblico era ridotto all’osso. Si è dibattuto di abusi edilizi, di viabilità, del progetto delle paludi per la casa albergo (che non si farà ma di cui la nostra amministrazione continua ad occuparsi).

Io nel mio piccolo proverò a “informare” (come e quanto riuscirò) nel mio blog, aderendo a questa operazione.

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